Il mestiere dell’attore: intervista a Mario Massari

Con questo articolo del blog inauguriamo una bellissima esperienza: la sezione dedicata alle interviste acquatiche di BalenaLab. Ho pensato che sarebbe stato bello coinvolgere dei professionisti che stimo molto nel campo della scrittura, della recitazione, del doppiaggio, della pubblicità, della radio, della comunicazione per approfondire alcune tematiche specifiche e conoscere l’esperienza e i punti di vista di esperti che svolgono con passione il loro mestiere.

Iniziamo questa avventura con Mario Massari, attore, abruzzese, classe 1967.

Mario Massari attore teatro

Ciao Mario! Io ti conosco come grande attore di teatro e di cinema, come insegnante e come voce straordinaria (documentari, spot, audiolibri). Come ti è venuto in mente di iniziare questo tipo di carriera?
Ho sempre amato il mondo dell’arte in genere. A 7 anni, partecipai ad una messa in scena di un’opera di Federico García Lorca. Poi è stata la volta di mia madre, grande appassionata del teatro e della poesia. Mi ha educato al teatro attraverso gli sceneggiati televisivi di Anton Giulio Majano, la commedia di Eduardo De Filippo e gli spettacoli di Dario Fo. In seguito, con la lettura di testi teatrali, è nata la voglia di mettersi in “scena”. Però, se devo dirti la verità, la mia grande passione è la pittura. Avevo circa 23 anni, entrai in un laboratorio teatrale del Teatro Stabile Abruzzese, convinto di fare le scenografie. Ne sono poi uscito attore.

Meglio il teatro, il cinema o la tv?
Sono tre mondi distinti, per cui non farei una distinzione di merito. La TV è immediata. Subito diventi parte integrante del quotidiano del pubblico. Il cinema è fotografia, luci, location naturali, sfumature, micromovimenti. Il teatro è il luogo dove tutto accade. Dove finzione e realtà si confondono perché non ci sono filtri: è l’altrove dove tutto ebbe inizio.

Com’è la vita sul set? E quella nel teatro?
Sul set trovi decine di persone, tutte indaffarate. Il set è velocità, prontezza; è la luce naturale, l’attesa. Molto intrigante. Il teatro è il rito. Ci sono i camerini, le pareti del teatro piene di locandine, magari degli anni ’30 o ’50. L’odore delle tavole del palcoscenico, i tendaggi, il “chi è di scena”. Magia pura.

Ci racconti un aneddoto curioso della vita da attore?
Come potrete immaginare, di aneddoti ce ne sono tanti e dei più disparati. Vi racconto una cosa che faccio sempre: accarezzo le sedie della platea e mi inginocchio sul palco, spalle al pubblico, occhi chiusi e in silenzio, cercando di mettermi in contatto con tutti gli elementi del teatro stesso: quinte, tavole, luci, scenografie, me stesso. Lo faccio da vent’anni.

Tra insegnare e recitare cosa preferisci?
Insegnare per me è fondamentale. Aldilà del trasmettere le tecniche di recitazione, l’insegnamento ti dà la possibilità di riflettere su te stesso e sulla tua idea di teatro. E’ una continua crescita individuale. Ritengo inoltre che insegnare il teatro sia il modo migliore per educare alla vita.

Lavori molto con i giovani, (Mario insegna anche pedagogia teatrale nelle scuole) cosa imparano i bambini e i ragazzi nelle tue lezioni?
Innanzitutto la disciplina, poiché il teatro essendo un’arte ha in sé il senso della precisione e della riproducibilità. Poi, le varie tecniche teatrali come la dizione e fonetica, il linguaggio non verbale, la tridimensionalità corporea ascritta in uno spazio scenico, lo studio e l’interpretazione del personaggio.

Nei corsi con gli adulti insegni ad utilizzare la voce come strumento di comunicazione. Qual è la cosa più difficile da trasmettere?
Che per comunicare con la voce è necessario avere una grossa affinità con il proprio io, poiché la voce è la parte più intima di noi stessi.

Quanto conta la dizione per un attore? E per un non-attore?
Tantissimo. Io passo ore ed ore a leggere a voce alta. Nel mio caso, serve anche per dare voce a documentari, pubblicità, audiolibri. Per un non-attore, invece, è fondamentale perché ti dà la possibilità di relazionarti meglio, di essere più chiaro e più comunicativo.

Qual è il lavoro di cui sei più orgoglioso?
Sono orgoglioso di tutto ciò che ho fatto, se non altro per i sacrifici che ho dovuto affrontare. Però, se proprio devo: Fahrenheit 451 di Ray Bradbury, il cortometraggio “Baùll”, l’audiolibro “La linea d’ombra”.

Oggi ci sono mille modi per “leggere” un libro. Perché un lettore dovrebbe acquistare un audiolibro?
Bella domanda. Perché la voce di un attore, solo perché più preparato tecnicamente di un semplice lettore, può trasformare le immagini di un libro in immagini nella mente chi legge.

Cosa fai quando hai del tempo libero, leggi un libro? 🙂 Qual è il tuo rapporto con la lettura fuori dal contesto “lavorativo”?
Quando non lavoro, lavoro. Nel senso che non stacco mai, perché le idee e la curiosità non dormono mai, ahimè! Quando riesco a prendermi del tempo libero è ozio allo stato puro. Il mio rapporto coi libri è controverso: non leggo mai in maniera disinteressata. Leggo sempre per prendere spunti per eventuali copioni.

Siamo all’ultima domanda, Mario: dai un consiglio a chi vuole usare la voce più consapevolmente nella vita di tutti i giorni anche senza voler fare l’attore. Da dove si parte?
Da un semplice corso di teatro. Questo per capire l’intenzione di una battuta. Poi dizione e fonetica. Infine, tante letture per bambini. Perché proprio i bambini? Se sei bravo ridono e stanno zitti, altrimenti si annoiano, con le conseguenze che potete immaginare.

Grazie di averci dedicato il tuo tempo, Mario! Ci fai un salutino?!

 

Note biografiche

Mario Massari nasce a L’Aquila il 2 agosto 1967. Studi teatrali: progetto giovani del Teatro Stabile Abruzzese, Roy Hart International Arts Center (Francia), Comuna Baires, Masterclass sul metodo di Lee Strasberg condotto da Lisa Eichhorn. I suoi maestri: Laura Curino, Moni Ovadia, Kaya Anderson, Lisa Eichorn, Urlik Romer-Barford, Marie Paule Martre, Marco Bricco, Albino Bignamini, Monica Francia. Numerosi sono gli allestimenti cui prende parte fra i quali Fahrenheit 451 di R. Bradbury, Canto di Natale di C. Dickens, Tutti insieme appassionatamente di Rodgers e Hammerstein. Nel 2006, 2007 e 2009 riceve il premio come miglior regia alla rassegna nazionale di teatro-scuola, organizzata dal Convegno Internazionale Studi Pirandelliani ad Agrigento. Per la TV lavora con SAT 2000, Rai Doc, Rai International, Rai Fiction, Rai Uno, Rai Tre. Nel cinema partecipa ai film Il Sesso Aggiunto e Cloro di Lamberto Sanfelice (Sundance Film Festival, Berlin International Film Festival). È inoltre protagonista nei cortometraggi, Ritratto dal vero (Short Film Festival del Cinema di Cannes 2011, Hub Film Festival di Venezia 2011, Festival del Cinema San Paolo del Brasile 2011), La vittima (Premio Flaiano 2013, David di Donatello 2014), Il confessionale (vincitore dell’International Short Film Festival of India, candidato al David di Donatello 2014), Baùll (vincitore Settimo Senso Film Festival 2014 e del premio Flaiano 2014). Nel 2010 scrive il suo primo romanzo dal titolo Marsiglia A/R. Presta la sua voce per la realizzazione di spot pubblicitari nazionali, di audiolibri e di applicazioni multimediali per Samsung e Apple.

Dal 1998 svolge seminari di didattica teatrale e di lettura ad alta voce nelle scuole e nelle Università.

Mario è fondatore della Piccola Bottega Teatrale.