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Esercizi di creatività

Ricetta creativa

Scritto il 20 Ottobre 2016

Tutto inizia molto prima di sedersi alla tavola della creatività, dall’incontro di informazioni che arrivano da ogni parte, ambito e settore, un magma di antropologia, batoste della vita, letteratura, passioni improbabili, cultura digitale, opinioni, lavoro manuale, prati, religione, fotografia, occhio, treni, intelligenza emotiva, cieli, alimenti sani, design, parole, tante parole, lette, sentite, scritte, digerite idee, svolte, passi indietro, giravolte.

La creatività è un modo per stupire gli invitati e i lettori con un piatto ricercato, dalla forte presenza scenica e dal sapore roboante.

Creatività culinaria: il suo valore

In payoff, headline o bodycopy, in millefoglie di sito web o cotta al cartoccio la creatività pubblicitaria è, tra le infinite varietà di creatività che puoi incontrare, un riparo dalle tempeste della banalità e dai brontolii di stomaco dell’anonimato. Ti valorizzerà, delizierà i palati dei tuoi clienti invitati e invitanti che rimarranno stupiti dall’equilibrio dei sapori che generano le parole, il vuoto, il pieno, il ripieno.

La puoi servire al centro della tavola o puoi dosarla in nuovi modi e piatti elaborati, accompagnandola con testi dagli spazi leggeri e armonici.

Ingredienti per un flan creativo

  • infinite letture
  • 80 anni, ops, grammi di formazione mirata
  • 2 mani, meglio 4
  • capacità di analisi q.b.
  • 2 o più tazze di perseveranza
  • un cucchiaino di sale
  • tanti fogli bianchi
  • colori in varie sfumature
  • allenamento costante in scaglie
  • 100 grammi di dedizione integrale
  • 1 o più vite solubili
  • un pizzico di follia
  • teoria e tecnica degli scarabocchi
  • pause sparse
  • caffè al bisogno
  • una presentazione di Don Draper
  • testardaggine
  • pazienza (meglio se infinita)
  • lavoro, tantissimo lavoro
  • 1 kg di curiosità
  • 2 cucchiai da minestra rasi di intuizione (roba forte)

Preparazione

Procurati tutti gli ingredienti, aggiungili uno alla volta nel piatto che devi preparare, informati sulla provenienza di ogni sostanza, pesa ogni parola, ogni ammaccatura, sentila con le mani, osserva, impara, metti tutto sul tavolo ben disposto e poi studialo nel dettaglio: consistenza, calorie, profumo, forma.

Quando avrai le idee abbastanza chiare o piuttosto confuse esci di casa, fai una doccia, lasciati incantare da una mostra, cammina, fai chilometri in macchina con i finestrini abbassati e senza una meta, prendi un treno, cerca il silenzio, ascolta la musica, parla con gli sconosciuti, telefona all’amico che non senti da un bel po’.

Prima o poi torna, se no ci preoccupiamo. Torna a casa e ritorna a sporcati le mani, lavora gli ingredienti con la mente, fino a renderli omogenei, elastici. Niente da fare? Non funziona? Non c’è omogeneità? I grumi non eccitano nessuno. Rifai tutto daccapo. Avanti.

“La cosa più preziosa che puoi fare è un errore: non imparerai nulla dall’essere perfetto”. Adam Osborne

Perché. Chiediti perché. Continua a chiedertelo e riprendi tutto in mano. Sbatti dove non avevi sbattuto abbastanza, aggiungi sale se è insipido, colori dove è sbiadito, continua a modellare e a rimodellare, stavolta vedi da un altro punto di vista, pensa diversamente, cambia ambiente, scegli un’altra strada. Riesamina le informazioni iniziali, controlla, verifica, parla ad alta voce finché il sapore si fa ritmo, non fermarti finché tutto non è pronto e perfetto per il forno.

La lievitazione contiene la gentilezza dell’attesa. A questo punto, il più è fatto: goditi il momento, preriscalda il forno a 180 °, imposta il timer, inforna, siediti sulla poltrona con un bel libro e aspetta. 

“Niente viene da solo. Devi continuamente alimentare quella belva interiore che ispira e fa scattare la scintilla”. George Lois

Finalmente sulla forchetta

Se gli ingredienti ci sono tutti e li avrai impastati bene insieme, avrai un piatto delicato, una comunicazione semplice dal sapore unico e omogeneo, che una volta impiattata continuerà a stupirti e che anche il giorno dopo continuerà a piacerti perché avrà resistito alla prova del tempo. Ed è quello che ti auguro.

Ora mangia se no si fredda: buon appetito!


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