Category: Personal Branding

diventare freelance | balenalab | copywriter | agenzia copywriting
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Cosa mi direi se oggi diventassi freelance

Un po’ di conti, non troppi. Fra meno di 2 mesi BalenaLab avrà 4 anni, io ne ho appena compiuti 38 e non è poi così male. Fra 3 giorni sarò al Freelancecamp come ogni anno da quando sono freelance, è l’evento che non posso perdere e che mi ha fatto capire che non sono sola. Scrivo questo post sull’onda dell’entusiasmo, mentre preparo la valigia e penso a chi voglio diventare, mentre ripenso al mio primo anno da libera professionista. Quanta tenerezza.

L’incertezza è la tua compagna più intima quando diventi freelance.

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scegliere cosa tenere | valori | BalenaLab | Anche le idee sono giganti
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Scegliere cosa tenere

Ho sistemato lo studio e se te lo stai chiedendo no questo non è il post sul decluttering. Mettere ordine in casa e programmare mi danno la stessa euforia: sono una sorta di antidoto contro l’ansia, mi aiutano a lavorare meglio rendendo tutto più chiaro.

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Empatia_Clienti_BalenaLab

Tu chiamale così: emozioni

Nelle pagine dei nostri servizi ti diciamo che preferiamo lavorare con i clienti che ci piacciono. Nella gestione del management queste sintonie avvengono presto, alla prima telefonata, già alla prima o seconda mail.

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creatività | disciplina | balenalab | copywriting | agenzia

La creatività richiede disciplina

Quando sento dire o quando leggo che basta essere “artisti” per creare o che la creatività è un talento innato che non ha bisogno di essere coltivato e affini slanci romantici mi arrabbio.

Perché la creatività è una pratica e per diventare tale richiede disciplina.

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Mi sto mettendo nei guai: sto dicendo sì

A una vocazione, a tre vacanze, al verde salvia per le pareti, a prendere un aereo ogni mese per baciare quel ragazzo, a sbatterci la testa, a 1000 metri di dislivello in montagna senza allenamento con le mani e con i piedi, a dire addio a chi mi ha fatto male, al delegare sempre di più, a una festa senza conoscere nessuno, ad alzare i prezzi, a insegnare come scrivere sul web, a chiunque mi chieda “un aperitivo?”, al futuro.

Ho detto sì.

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Nutrire le idee_BalenaLab

Per riempire faccio il vuoto

Poche cose al mondo mi danno la stessa leggerezza che mi dà il buttar via.
Pensami come una Marie Kondo molto meno zen e più istintiva che non è ancora riuscita a parlare con i calzini ma ci sta provando con le piante.

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3 anni di BalenaLab | Le scelte sono la storia

Perché sto raccontando questa storia?

Ho ritrovato il quaderno in cui 3 anni fa è iniziata la storia di BalenaLab.
Quando è cominciata non si chiamava nemmeno BalenaLab perché, come tutte le cose prima di nascere, non aveva un nome.

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Questionario | Marino | Brand | Balenalab

Un questionario per amico (del tuo Brand)

La prima cosa che facciamo quando affrontiamo un progetto è redigere il nostro questionario personalizzato, basato sul cliente, sulla sua attività e sullo strumento su cui dobbiamo lavorare, qualsiasi esso sia, i testi per il sito web, il naming e il payoff, il blog, e così via.

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copywriter freelance |voice talent | due | balenalab

Non sono spaccata in due, sono in espansione

Tre settimane fa sono stata chiamata a parlare del mio lavoro davanti a due terze del Liceo Scientifico di Montichiari, una città in provincia di Brescia che ricordavo perché una volta ci avevo presentato un evento musicale in piazza, e un’altra avevo bevuto un bicchiere di bianco buonissimo su un divanetto sgarrupato degli anni ’60.

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Cosa succede quando lavori con noi

Nei mesi scorsi ho preso una decisione importante. Il lavoro era vertiginosamente aumentato e se da una parte ero contenta, dall’altra temevo di non riuscire a farcela, di dover dire no a persone a cui avrei voluto dire tanti sì, di rimandare lavori urgenti, di fare male il mio lavoro per mancanza di concentrazione.

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William Dollace | BalenaLab | Copywriter

Il Capitano e la sua New York Story

Alle tre del pomeriggio è tutto pronto per la partenza in direzione Torino. Prendo la mia tratto PEN blu, New York Stories, l’antologia di racconti scelti sulla città statunitense curata da Paolo Cognetti ed edita da Einaudi, borsa sigari e accendini e parto in direzione della Libreria Therese, dove non sono mai stato prima, alla ricerca di storie da raccontare.

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Sound Branding Brand Identity Sound Design

Sound Branding: intervista a Emanuele Lapiana

Sempre più il marketing e la comunicazione si sono resi conto di quanto il suono sia un elemento chiave nel rafforzamento di un Brand. Dopo la vista, l’udito è il senso più usato nella Brand Communication.

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BalenaLab Strategia d'Impresa William Dollace | BalenaLab | Copywriter

Entusiasmo e pianificazione per una strategia d’impresa efficace

Se ti sei trovato ad iniziare la tua attività pieno di buoni propositi e di cattive paure sai che quello che farai da quel momento in poi si rifletterà inevitabilmente sul tuo futuro. Al di là della trilogia analisi-formulazione-attuazione ecco  5 consigli en passant per pianificare una strategia d’impresa fin dai blocchi di partenza. Pronti? Via!

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Vita da freelance multitasking

Quanto costa essere multitasking

Fare più cose contemporaneamente mi ha portato in ospedale.
Non tanto per dire, ma proprio per fare.
A un certo punto il cuore si è fermato e poi per fortuna è ripartito.

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È settembre e penso a te

Settembre è il mese della pianificazione, è il mese in cui se fa fresco fuori non lo dà troppo a vedere.
Settembre è il mese in cui mentre le foglie degli alberi cadono, le buone intenzioni fioriscono e quando va bene, diventano progetti realizzabili, vigorosi e dal buon sapore.
Se ttembre mi dà tanto, io lo ringrazio.

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Scrivere è un atto politico: breve reportage dal Festival Letteratura

Qualche giorno fa io e Chiara siamo stati al Festival della Letteratura che si tiene da anni nella vicina Mantova, lo frequento personalmente fin dalle prime edizioni (quella con Nick Cave, tanto per dire, del 1999). In particolare abbiamo assistito agli incontri con gli scrittori americani Percival Everett e Richard Ford, da noi amati e seguiti, per motivi molto diversi, tenuti il venerdì e la domenica.

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I buoni propositi: un tuffo nel futuro

Ogni anno questo è il periodo degli aggiornamenti meteo sulla neve e sul maltempo, dei suggerimenti su come riciclare i regali sbagliati, del sondaggio panettone-pandoro/albero-presepe, dei “che fai a capodanno?”, dei film di Natale (la classifica vede sul podio per il settimo anno di fila “Una poltrona per due” seguito da “Pomi d’ottone e manici di scopa” e al terzo posto un pari merito tra “7 spose per 7 fratelli” e “Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato”).

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Personal Branding: come si fa?

L’abito non farà il monaco ma sicuramente l’immagine che dai di te è il tuo biglietto da visita: on line e di persona. Sul web con il moltiplicarsi dei social network è indispensabile esserci nel modo giusto, parafrasando Riccardo Scandelleri, esperto di Personal Branding, se la reputazione non te la crei tu ci penseranno gli altri. Ed è proprio così.

Cosa vuol dire Personal Branding?

Il Personal Branding è un percorso strategico per comunicare chi sei, cosa sai fare, come lo sai fare e per individuare il tuo valore che è ciò per cui gli altri ti sceglieranno.
Oggi se ne ne parla tanto ma già Tom Peters, CEO di Fast Company, lo aveva capito nel lontano 1997, quando pubblicò un articolo intitolato The brand called you (La marca chiamata te) nel quale affermava che io sono di fatto presidente, amministratore delegato e responsabile Marketing dell’azienda chiamata “Io Spa. Ognuno di noi è una piccola impresa di se stesso che per fare del buon Personal Branding ha bisogno innanzitutto di identificare gli aspetti che la rendono unica.
Significa valorizzare i nostri punti di forza e portare alla luce la nostra identità, quella più vera.
Poi intercettare il nostro target, capire qual è la nicchia a cui ci vogliamo rivolgere, che nella nostra specificità troverà la soluzione ai suoi bisogni.

Per cosa voglio essere riconosciuto dagli altri?

La tua reputazione si definisce tramite la qualità del tuo lavoro di oggi e di ieri e determina il successo del tuo lavoro di domani.
Lavorare sul proprio Personal Branding non significa come pensano molti “sapersi vendere” costruendo un’immagine falsa di se stessi ma esattamente il contrario: far venire fuori la parte più autentica di noi rispettarla e poi condividerla.

3 consigli per partire con il piede giusto con il Personal Branding

  1. Dai di te un’immagine unica e convincente: sii te stesso, dalla grafica a quello che scrivi, da cosa condividi a quello che “ti piace”.
  2. Condividi la tua conoscenza, scrivendo sul tuo blog, partecipando alle discussioni nelle community, scrivendo guest post su temi del tuo settore per altri professionisti.
  3. Interagisci: rispondi a chi ti scrive, lavora per creare, per allargare il cerchio, sii pronto a confrontarti.

5 errori da non fare nel Personal Branding

1. Pensare che se non me ne occupo non fa niente. Esprimiamo sempre qualcosa di noi volenti o nolenti, per cui meglio che siamo noi a tenere le redini della nostra immagine, no?! Hai mai “googlato” il tuo nome e cognome per vedere cosa compare?
Potresti trovare qualcosa che è stato caricato a tua insaputa, foto, dichiarazioni inesatte o decontestualizzate che danno agli utenti, che tu lo voglia o no, un’impressione di te.

2. Occuparsene solo quando si cerca lavoro o solo se sei freelance. Sbagliato! Dovrebbero occuparsene tutti e sempre durante tutta la propria vita professionale.

3. Sottovalutare i segni che lasci sulla rete. I contenuti e le immagini che carichiamo su Internet contribuiscono a formare la nostra reputazione: chi incrocia il nostro profilo per motivi personali o professionali si fa un’idea di te, per questo evita di mettere cose di cui potresti vergognarti tra 10 anni o anche domani.

4. Avere un atteggiamento negativo: chi vorrebbe collaborare con una persona che si lamenta dei clienti che non pagano o del proprio capo che lo fa lavorare sodo?! Spargere negatività non attira le persone verso di te ma le respinge, come anche manifestare invidia e risentimento: ti troverai presto solo e nei canali di networking non è proprio il massimo.

5. SPAM! Elemosinare like o retweet, mandare messaggi in privato o mail a tutto il mondo per promuoverti, clicca qui, vai di lì, fai così, non è la strada giusta: infastidisci e nemmeno per sfinimento questa strada darà i suoi frutti.

 

 

Vita da freelance: come gestire il tuo tempo

Quando rispondo che sono una copywriter freelance alla domanda “Che lavoro fai?” la prima reazione (se sanno già cos’è un copywriter) è “Freelance … che bello, puoi fare quello che vuoi quando vuoi dove vuoi!”

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Io e Melville

Il 18 ottobre di oltre 160 anni fa usciva Moby Dick, il romanzo con cui molte generazioni di scrittori si sono confrontati.

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Creativo, ci fai o ci sei?

Un elastico, un bottone, uno stuzzicadenti, una gomma da masticare. MacGyver è il nostro idolo. Grazie ad uno qualsiasi di questi piccoli oggetti riesce sempre a trovare soluzioni argute e vie di fuga per situazioni disperate. MacGyver è decisamente un tipo creativo.

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La mascotte: l’importanza di chiamarsi Patti Balletti

Io non sono molto brava con il taglio e cucito non so nemmeno riattaccare un bottone, ma stimo chi da un pezzettino di stoffa e qualche centimetro di filo tira fuori qualcosa di assolutamente unico e prezioso.

Forse perché questo procedimento assomiglia molto alla scrittura di un testo o alla comunicazione in genere: piccoli elementi staccati che da soli non hanno forza ma che insieme, se si trova il giusto mix, il modo di legarli, trovano un significato più grande e pieno.

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Nel Lab della Balena: l’idea è un pesciolino

“Si dice che la balena non avanzi mai senza avere davanti a sé un pesciolino simile al ghiozzo di mare, che per questo si chiama la guida; la balena lo segue, lasciandosi condurre e girare facilmente come il timone fa girare la nave; e, in ricompensa, mentre ogni altra cosa, sia bestia o vascello, che entra nell’orribile caos della bocca di quel mostro è immediatamente perduta e inghiottita, questo pesciolino vi si ritira in piena sicurezza e vi dorme, e durante il suo sonno la balena non si muove; ma appena quello esce, essa si mette a seguirlo senza sosta”. Michel de Montaigne

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