Ciao mamma faccio la copywriter

Sarò sincera con te.

Non ho sempre desiderato fare la copywriter o la speaker anche perché a 8 anni alla domanda “cosa vuoi fare da grande?” mentre i miei amichetti rispondevano la ballerina, l’astronauta, il pompiere, la fioraia, lo scienziato, io non sapevo nemmeno che esistessero parole come “copywriter” o “speaker” e allora dissi il “direttore d’orchestra”.

Come nasce una copywriter: genesi

Mi fu regalata una bacchetta, magica solo se avessi continuato a studiare pianoforte e composizione e poi anche direzione d’orchestra.
Passato il periodo Baremboim scopri che a me piaceva ascoltare la gente, così pensai che avrei potuto fare la psicologa, cosa che l’esame grafologico confermò con mia somma gioia (- allora funziona davvero! – pensai).
Non ascoltavo sempre, quando parlavo dicevo cose delicatissime e inaspettate o interpretavo personaggi come fossi dentro un film, facevo ridere i miei amici con battute multiuso: in quel periodo ebbi anche il timore che sarei diventata un comico.

Iniziai a tenere un quaderno dei pensieri che diversamente dal diario segreto (ero già alla quinta edizione con rispettivi 5 lucchetti che stranamente venivano aperti tutti e 5 con la stessa chiave) era un contenitore di belle parole altrui e mie, non segreti ma frasi che al contrario avrei voluto condividere con altri per confrontarmi e iniziare a capire come girasse il mondo.
Il quaderno dei pensieri si ingrossava sempre più e ne dovetti comprare un secondo per farci stare tutto quello che scrivevo. Forse incominciò tutto lì, su quel Pigna carta riciclata A4 con quella copertina a fiori così anni ’90.

Per questo scelsi di studiare la comunicazione, per questo mi entusiasmai della pubblicità e della radio, del teatro e dei linguaggi, per questo andai alla scoperta della musica e delle discipline orientali. Fu un attimo iniziare a lavorare in una piccola radio locale e appassionarmi alla voce umana, alla vita che si accende, alla magia dell’on air, e all’off air, quando continui ad essere tu ma senza un microfono davanti.

E poi lavorare come pubblicitaria per agenzie e studi di grafica, con network nazionali e case editrici.
Tutto questo bellissimo bagaglio mi permette oggi di mettere in pratica le grandi potenzialità della lingua e adoperarla per comunicare nel modo giusto.

Se ci pensi, tutto intorno a te comunica

E nel mondo del web se vuoi farti notare e differenziarti da tutti gli altri devi avere un messaggio chiaro, che sia detto bene.

Come cresce una copywriter: BalenaLab

BalenaLab è un laboratorio di parole nato per dare una mano dal punto di vista dei contenuti alle piccole e medie imprese, ai freelance, alle agenzie di comunicazione e alle web agency, alle realtà piccole o grandi che vogliono farsi sentire e che vogliono comunicare efficacemente.
Attraverso la scrittura di testi ad hoc, una presenza sul web pianificata o una voce professionale che parla di te e della tua attività in un modo in cui ti puoi riconoscere, che arriva dritto al tuo pubblico e che è 100% originale.
Ho creato BalenaLab perché scrivere e parlare è il mio lavoro da sempre e ora voglio farlo a modo mio.
Come copywriter ti aiuto a trovare le parole giuste per accompagnare un visual di una campagna pubblicitaria, per raccontare un prodotto in una brochure per te o per un tuo cliente, per scrivere in maniera accattivante e persuasiva testi Seo friendly per un sito web.
Sono diventata freelance per scelta, lasciando un lavoro a tempo indeterminato perché credo fortemente di poter realizzare qualcosa di bello e creativo per le agenzie e le aziende che hanno bisogno di parole buone per il loro business, di qualcuno che si impegni per comunicare nella maniera più autentica e funzionale e che lo faccia di mestiere.

Perché Balena

La balena è davvero un animale da cui si può imparare molto.

Ho elencato qui alcune sue peculiarità che metaforicamente ho ripreso come concetti alla base della mia professione:

1. La balena non rimane in superficie, percorre lunghi tragitti nuotando a notevoli profondità. Quello che faccio prima di iniziare la stesura dei testi è analizzare con attenzione i progetti, pianificare, provare, studiare per cercare la soluzione comunicativa migliore. Niente è lasciato al caso.
2. La balena rimane in apnea per tempi lunghissimi anche 40 minuti e deve decidere quando respirare. Nel mio lavoro la consapevolezza delle proprie capacità è utilissima per riconoscere umilmente i propri limiti e premere l’acceleratore sui propri punti di forza. Più nel concreto la respirazione nella recitazione o nello speakeggio è alla base dell’emissione vocale.
3. La balena canta. Non emette suoni, canta proprio. È facile rimanere incantati ascoltandola: vere e proprie melodie che utilizza per comunicare. La ricerca della musicalità nelle cose che scrivo e che registro ispira il mio lavoro costantemente. Oltre al contenuto e alla bella forma anche il buon suono.
4. La balena condivide e impara dalle altre balene. Luke Rendell, docente di biologia dell’Università di St. Andrews afferma in una delle sue ultime ricerche quanto sia importante la trasmissione culturale nelle megattere. Imparano l’una dall’altra, il canto, le tecniche per nutrirsi più facilmente e quelle per vivere meglio, attenuando gli effetti dei cambiamenti nel loro ecosistema. E così nel web, per stare al passo bisogna imparare e condividere, condividere e imparare ancora qualcosa di nuovo. Creare una rete professionale che non imprigioni ma che faccia incontrare e scambiare opinioni e competenze. Che faccia crescere grazie all’attenta osservazione e al confronto.
5. Nel ventre della balena. Non dimentichiamoci di Pinocchio! Nel ventre della balena incontra suo padre e prende consapevolezza di sé, “dentro la balena” è un luogo di transizione che segna un cambiamento decisivo nell’animo di Pinocchio.
BalenaLab è un ventre accogliente in cui si può crescere e dove io personalmente miglioro me stessa a contatto con le persone e con le loro peculiarità, professionisti, ognuno nel proprio campo che mi lasciano entrare nel loro mondo, sbirciare, toccare ciò di cui sono orgogliosi per poi lasciarmi raccontarlo con le mie parole.

Perché LAB

Perché nel laboratorio di parole c’è sapore di artigianato.

Tutto è realizzato “ a voce” o “a mano”, viene creato per la prima volta come un pezzo unico. Un testo, un audio professionale, un headline, un copy per un post su Facebook.

Il lab è un luogo sempre in fermento dove si sperimenta, dove le idee nascono di continuo, si muovono, hanno vita propria, dove ogni prodotto è diverso da un altro. L’energia è alla base, l’espressione è libera perché possiede la tecnica e la padroneggia.

In un laboratorio si pensa e si fa: non si parla e basta, si fanno i fatti. La concretezza e l’operatività portano risultati pronti per essere condivisi.

Tutto è originale e pensato per quel cliente nello specifico e solo per lui.

Come si contatta una copywriter: scrivimi!

Se hai curiosità chiedi pure! Puoi mandarmi una mail oppure compilare il form in fondo alla homepage per informazioni più dettagliate e preventivi.
E adesso… si parte!

 

* Il titolo è un omaggio a Jacques Séguéla e soprattutto al suo libro “Non dite a mia madre che faccio il pubblicitario… Lei mi crede pianista in un bordello” che mi illuminò ai tempi dell’Università e contribuì alla mia formazione di copywriter in maniera determinante.