La creatività richiede disciplina

Quando sento dire o quando leggo che basta essere “artisti” per creare o che la creatività è un talento innato che non ha bisogno di essere coltivato e affini slanci romantici mi arrabbio.

Perché la creatività è una pratica e per diventare tale richiede disciplina.

Non è spontaneità, non è solo slancio, il suo sviluppo continuo richiede sforzo, metodo, pazienza.

Per continuare a esercitare la creatività occorre aprirsi al mondo, viaggiare, avere ritmi sani, allenare continuamente la mente alla curiosità, non solo verso il proprio indirizzo o lavoro ma verso tutte le discipline, comporta assorbire, tramutare, veicolare, osservare, imparare da tutto, leggere, informarsi e formarsi, affrontare i progetti dalle più diverse angolazioni e prospettive.

La creatività richiede strategia.

La grandezza creativa senza strategia è un assolo che perde subito il suo eco, è un messaggio nella bottiglia indirizzato a nessuno, se non al moto delle onde. Se come pubblicitario parlo alle persone, e indirizzo a loro il messaggio, devo sapere che il pubblico è formato da volti che possiedono storie e passato, età, interessi, non è un magma casuale in cui buttare monete di creatività come in una fontana dei desideri aspettando il fato. La creatività deve essere finalizzata, strategica, va prima imbrigliata e poi liberata.

Quindi mettere in relazione tutte queste cose, questi percorsi fisici e mentali, queste sinergie dell’apprendimento aiuta a esercitare l’arte di affrontare i problemi con soluzioni sorprendenti, creative, che sembrano nascere certamente dal talento e dalla predisposizione, ma anche dalla mole di informazioni, dai collegamenti inusuali dei neuroni allenati a un’educazione variegata e continua.

Imparare, faticare, creare.

Warren Buffett, uno dei più grandi investitori finanziari di questi decenni, passa a leggere l’80 per cento della sua giornata e quando prende una decisione (si dice ne prenda una o due all’anno) è vincente: per lui questa pratica dell’ideazione ha significato milioni di dollari.

La formazione e l’apprendimento anche distanti dal nostro campo di azione permette che “farsi venire le idee” non sia un evento casuale e miracoloso, ma il frutto di una disciplina persistente, di una curiosità trasversale e interdisciplinare.

Per sapere se tutte le strade portano a Roma bisogna percorrerle, prendere nota dei punti di svolta, ricordare i percorsi più diversi e vederli con occhi sempre nuovi mappati da scoperte inusuali ma mai superficiali.

Vuoi esercitare la tua creatività?

Apprendi, impegnati, sii costante e aperto a tutte le possibilità, distaccati dal tuo progetto e poi riprendilo, vedi la materia fra le tue mani come plasmata da diversi scultori, finché non prende forma, finché non si delinea come un’idea improvvisa ma persistente, sarà quella giusta, sarà quella determinante.