Testi: meno cugini, più sinfonie

Tranquillo, questo articolo accenna solo vagamente al cugino che scrive i testi, una storia di cui mi sono anche un po’ stufato, parla invece di altre belle cose che forse ci aiutano a connetterci un po’ tutti e a fare sempre meglio.

Si parte!

Caro cliente, copywriter e collega, agenzia, hai mai sentito o letto queste frasi? 

Alzi la mano chi dice di no!

  • Dai, scrivi due righe, nell’about copia-incolla quello che ti dice il cliente.
  • Scriviamo un banner con gli sconti e basta!
  • Quattro righe a pagina, tanto non contano niente, piuttosto guarda che belle foto su questo portale!
  • Ma chi vuoi che li legga?
  • Quale formattazione? Usa quella del template.
  • Perché, serve anche il copywriter?
  • Tuo cugino è libero questo fine settimana?
  • I testi li scriviamo noi! Chi vuoi che sappia meglio di noi come lavoriamo e cosa facciamo?

Professionalità

Tralasciando un attimo la storia del famoso “cugino” o della “segretaria” o ancora del social media manager che deve abbandonare temporaneamente il suo vero lavoro per scrivere i testi, impariamo a diffondere la cultura della buona scrittura.

Il valore di un testo, scritto per l’utente e non per il committente, che porta valore all’attività perché la racconta, che aiuta a compiere azioni, che si rivolge al pubblico giusto, non sono le due-righe-chi-vuoi-che-le-legga.

Sarebbe un grave errore, e purtroppo il primo a pagarlo è chi concepisce e realizza uno strumento di comunicazione per sé, per la sua azienda o per il suo cliente.

Semplicità

I testi devono essere chiari, devono essere capiti, devono essere in un’unica lingua, devono essere facili da leggere. Attenzione: facile non è superficiale, anzi, scrivere con semplicità è una delle cose più difficili al mondo.

Non devono essere storie aziendali lunghissime e granitiche, né due righe in cui non capisco chi sei e cosa fai.

Il primo approccio al sito internet è come un pit-stop al distributore, scendi, dai un’occhiata, paghi. Se ti interessa ti fermi, ti soffermi, cominci davvero a guardarti attorno e a leggere anche dopo la quarta riga, non limitandoti a guardare i cartelloni e i poster.

Se non c’è niente di interessante, o niente di comprensibile, ogni pit-stop sarà uguale e breve, ma questo ce lo racconta la frequenza di rimbalzo (a proposito, dai un’occhiata al tuo Google Analytics se ce l’hai o chiedi al tuo Web master).

Visione d’insieme e connessione

Un sito è come una sinfonia e le parole sono l’orchestra.

Devono connettersi fra di loro, strizzare l’occhiolino alle immagini, raccontare, incuriosire, descrivere dove necessario, sono lo strumento che non vedi l’ora di applaudire, che ti fa sorridere, che ti fa capire, scoprire, stupire, “realizzare”.

Diversamente caro spettatore, butta il biglietto, perché lo spettacolo sarà muto o incomprensibile.

Farsi trovare (attenzione: Google ti legge davvero)

Non bastano due righe, se vuoi che il tuo utente o chi non sa ancora di aver bisogno di te ti trovi, devi stare alle regole del gioco. 

Testi troppo brevi ti faranno picchiare sulle mani dalla SEO strategist, non ti faranno trovare in rete e probabilmente non saranno in grado di esprimere un concetto compiuto che riesca a coinvolgere il lettore al tuo progetto.

Pensa, Google è molto intelligente, e a differenza di me ringiovanisce ogni giorno, lo dico perché non tantissimi lo sanno, e contenuti piacevoli, ben scritti, esaustivi, lo fanno molto sorridere, tanto da portarti in palmo di mano (più in alto).

Controlla, controlla, ri-controlla

I refusi possono capitare a tutti.

Tuttavia mi sono imbattuto in alcuni siti in cui gli errori mi hanno fatto venire voglia di “voltare pagina”, perché la mia mente  appena li noto s’inceppa, sono come le pause dove non servono, denotano trascuratezza, ti fanno pensare male, ti chiedi: ma se questo sito è un biglietto da visita e il tuo principale strumento di comunicazione, perché non è stato curato, perché i testi non sono stati riletti?

Trascuratezza: è quello che mi ricorderò anche di quell’azienda, per il noto principio dei vasi comunicanti.

Emozionare per restare

Non siamo in un teatro di nicchia ad ascoltare un monologo radicale.

I testi dei siti web ti devono far restare, ti devono guidare, vedi quella poltrona? Accomodati, rilassati, e fatti avvolgere dalle parole e dall’emozione.

E se devi comprare un prodotto, ad esempio in un e-commerce, avrai un’esperienza fluida, andrai dritto al punto, e una volta trovato quello che cerchi saprai di che si tratta, perché avrà una descrizione precisa, veritiera, e non dovrai passare ore al telefono con il servizio clienti.

Agire, ora

Questo post non vuole essere la solita predica o ramanzina o ancora il classico vademecum, anche se un po’ lo è, e comunque ce ne sono un’infinità, in rete.

Vorrei davvero per una volta portare il lettore, l’imprenditore, il consulente di marketing, il titolare di agenzia, ad agire, a comprendere che rivolgersi a un professionista fa la differenza, che non è uno spreco di tempo e di soldi, ma è un vagone-merci di valore, per tutti.

E se vuoi noi a guidare la locomotiva, inizia scrivendoci qui! 😉


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