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Naming
naming assistente virtuale

Mangrovio

Valeria, assistente virtuale molto reale

Valeria si occupa di assistenza virtuale, formazione e consulenza per artigiani, piccoli business e freelance. La sua è una professione non troppo conosciuta ma che fa tanto bene ai liberi professionisti che vogliono concentrarsi sul proprio lavoro e demandare le attività di organizzazione e comunicazione della propria attività a qualcuno di fiducia.

In pratica cosa fa? Aiuta le persone a svolgere felicemente il proprio lavoro, costruendo insieme a loro un metodo per far crescere ambizione, ispirazione, realizzazione.

Nome e cognome o un naming nuovo?

Se sei un libero professionista come si fa a capire se hai bisogno di un nome studiato apposta o se puoi presentarti sul mercato con il tuo nome e cognome?

Dipende da diversi fattori: a meno che tu non sia già molto conosciuto con il tuo nome e cognome fare questa scelta è un’occasione mancata di rimanere impresso nella mente delle persone. Il naming contiene i tuoi valori e un mondo di sensazioni che lavorano in maniera profonda nell’inconscio delle persone.

Poi ci sono nomi o cognomi difficili da pronunciare e quello è evidentemente un ostacolo in più, oppure i nomi o cognomi “vergognosi” o “ambigui” (ce li abbiamo dalla nascita e non è che ci si possa fare molto) che portano lontano dai significati che vogliamo trasmettere. Spesso a quel punto subentra un nickname o un soprannome che fa il lavoro di riconoscibilità. Studiare un nome su misura per la tua attività è una risorsa potente che hai per farti ricordare e per comunicare qualcosa di importante per te.

Valeria, che è lungimirante e sa già che vuole ingrandire la sua attività, mi ha chiesto un nome che oggi andasse bene per lei e nel tempo potesse essere capace di parlare di un gruppo di professionisti mossi dal suo stesso sentire. Questo è un altro dei motivi molto validi per cui se sei un libero professionista potresti decidere di studiare un nome ad hoc per la tua attività: racchiudere sotto lo stesso nome più persone.

Naming: la scelta

Il mio percorso con Valeria è stato più lungo del previsto. Appena ho cliccato “invia” della mail con il suo preventivo mi sono detta che questa volta sarebbe stato più difficile del solito: una sensazione a pelle che poi si è inspessita quando, durante lo studio del mercato e delle sue competitor, mi sono accorta che a livello di naming non c’era nessun riferimento valido o che mi convincesse davvero. Mi sono accorta che in questo settore stavo facendo qualcosa che non aveva nessun precedente (o almeno spero che quei nomi non fossero studiati se no sai che disagio ;)). Tra le proposte che le ho fatto c’era anche lui, Mangrovio.

Mangrovio

Cosa si aspettava Valeria dal suo nome? Che comunicasse l’idea di:

un’assistente, socia, nerd, segretaria 2.0, che ha a cuore lo sviluppo dell’attività del cliente come se fosse anche un po’ la propria

Momento documentario: per elaborare la proposta che Valeria ha scelto ho studiato la mangrovia, pianta di mezza terra, indecisa tra il radicarsi nel fango vicino alla pianta madre o lasciarsi trasportare lontano dalla corrente approfittando delle maree. Ho scoperto che i semi delle mangrovie maturano e germogliano ancora sulla pianta per poi abbandonarsi al loro destino.

Sono piante che si sviluppano sui corsi d’acqua, che hanno radici che restano sospese a mezz’aria scendendo dai rami e altre che dal basso affiorano dall’acqua; i pesci usano la mangrovia per proteggersi dai predatori quando sono ancora piccoli. Le foreste di mangrovie sono un’importante tappa provvisoria per i pesci che dall’habitat di nascita passano a quello da adulto, corallino; se non ci fossero le mangrovie, i pesci migrerebbero verso le barriere prima di aver completato la crescita, rendendosi più vulnerabili alle prede.

Nella mangrovia ho rivisto l’esperienza di Valeria: la mancanza di radici (è nata in Texas si è spostata a Lecce, a Firenze, a Napoli, a Roma, ad Asmara in Eritrea, è tornata in Puglia, poi a Fiumicino, ora è in provincia di Modena) e allo stesso tempo la capacità di adattamento, aspetto fondamentale del suo lavoro; radici aeree che evocano internet e la possibilità di arrivare ovunque, lavorando da remoto; non solo, c’è dentro l’opportunità di crescita di cui godono le sue clienti, la stessa di quei piccoli pesci che nella mangrovia trovano rifugio fin quando non si sentono pronte per diventare grandi: grazie a lei infatti possono crescere e stare al riparo da quello che non sanno fare e non conoscono dedicandosi al loro lavoro.

A livello linguistico dentro mangrovio c’è la radice inglese di grow, crescere. Il nome è breve e memorizzabile, la declinazione simil maschile con la “o “ finale rende il nome più corporate, più strutturato proprio come lo desiderava. La g, la r e la v sono consonanti forti e decise: richiamano le radici della mangrovia che non si lasciano trasportare via dal corso dell’acqua ma resistono e fanno attrito, in natura le une, sul palato le altre.

Breve e denso, Mangrovio è un nome molto evocativo.


Quando ho deciso di delegare l’attività di naming per il mio business ho contattato immediatamente BalenaLab che seguivo online con tanta meraviglia.
È stato un processo impegnativo che inaspettatamente mi ha fatto scoprire o ridefinire molte cose sull’idea che volevo trasmettere col mio lavoro.
Chiara è riuscita a concentrare in tutti i concept che mi ha proposto aspetti diversi e fondamentali della mia attività, tanto che scegliere un nome solo tra le proposte è stato un processo di mesi interi!
Sono davvero entusiasta del mio nome e adoro spiegarne il significato!

Valeria Gennari, Assistente virtuale

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