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Payoff

Silvia Gazzotti

Silvia l’avevo conosciuta a un mio workshop sulla scrittura a Mantova. Psicologa del lavoro, si occupava già al tempo di consulenza e formazione per freelance e imprenditori. Quando mi ha scritto, la sua attività stava prendendo una piega più marcata: fino a quel momento aveva collaborato a progetti che portavano i nomi di altri, aveva lavorato sotto cappelli che racchiudevano più realtà e più professionisti. Era venuto il momento di generare il suo pezzo di mondo, portare in giro se stessa con il suo modo di vedere le cose, il suo modo di agire. E per dire che una cosa esiste la prima cosa che si deve fare è darle un nome, la seconda, come dico sempre, dirlo a tutti.

Psicologa o coach?

Il grande problema di Silvia era di far capire alle persone che lo psicologo del lavoro non è il classico psicologo, che tutti quei pregiudizi che tanti si portano dietro sono causa di fraintendimenti, che lei è una faccenda un po’ diversa. Il suo lavoro infatti è più simile a quello di un coach. Cosa fa? Aiuta le persone a utilizzare al meglio le proprie risorse, a prendere decisioni professionali, a diventare protagoniste del loro business e della loro vita.

Silvia ha il suo metodo, ha i suoi anni di preparazione, ha l’empatia: ma come fa Silvia a differenziarsi dalle altre professioniste sin da subito? Per Silvia come per tutti noi, professionisti e brand, nome e payoff sono il primo incontro che le persone fanno con il nostro business e proprio da lì inizia tutto: le persone cominciano a farsi un’idea e a provare vicinanza, simpatia, attrazione, curiosità oppure disgusto, indifferenza, niente di niente.

Cosa mi ha chiesto Silvia: il payoff

Silvia, mi ha chiesto un payoff descrittivo, accogliente, professionale ma non serioso; che desse l’idea di nuovo e che semplificasse la complessità che lei maneggia tutti i giorni quando deve spiegare quello che fa. Il suo payoff doveva avere l’obiettivo di definirla in modo chiaro, differenziandola da tutte le altre professionalità meno solide e meno scientifiche di cui è costellato il suo mercato di riferimento.

Cambiamentor

Delle 5 proposte che ha ricevuto da me, Silvia ha scelto CAMBIAMENTOR: una proposta che è un po’ un naming, un po’ un payoff, un po’ un nuovo unico job title.

In tutto il questionario mi aveva ripetuto più volte l’effetto che il suo intervento aveva sulle persone: il cambiamento. Succedeva qualcosa con lei, si prendeva una decisione importante (lasciare il lavoro dipendente, aprire la partita iva, iscriversi a un corso, capire come gestire i clienti, etc). Dall’altra parte chiarissimo era il suo ruolo di guida: i suoi clienti prendono la loro vita in mano, tenendo nell’altra quella di Silvia che accompagna e sostiene.

CAMBIAMENTOR

Questo payoff è un gioco di parole che racchiude il cuore del suo business, parte da cambiamento per arrivare a mentor che vuol dire guida, consigliere. Interessante notare come in questo payoff il cambiamento avviene anche nella parola stessa, che si trasforma in qualcos’altro. È un payoff immediato, insolito, corto, che racconta esattamente il mondo di Silvia.


Tutto è cominciato con Marino: un questionario dove mi sono sentita di confessarmi, di mettere dentro tutta me stessa, professionalmente e non solo, per poter individuare quel titolo sul quale stavo pensando da mesi. Marino è stata una liberazione, un mettere in mano di Chiara tutto quello che potevo. Poi è arrivata l’attesa di sapere cosa ne sarebbe emerso. E infine la sorpresa: cinque proposte così in linea con me, ma così diverse da lasciarmi all’inizio parecchio spiazzata. La prima reazione, per usare un inglesismo, è stata: “Whaaaat?”. Poi ci ho pensato su qualche notte e la scelta si è spostata su due opzioni. E tra loro, quella che all’inizio mi sembrava la più strana e distante è divenuta il mio payoff: facile da ricordare, geniale, breve, fresco. Quello che cercavo. E che ho deciso di registrare come marchio, per farlo inventare un investimento sul mio futuro professionale.

Silvia Gazzotti, Cambiamentor

Hai capito che quella cosa che ti mancava per raccontare la tua identità è proprio il payoff? Scrivimi! Ci metteremo all’opera.

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