4 idee sbagliate sui contenuti (e sui copywriter)

Ci sono poche cose in cui credo, anche perché molte tendo a dimenticarle, più per un discorso di economia e di selezione naturale che di spocchia indie.
Dicevo, una delle cose in cui credo è una frase del glorioso Nanni Moretti: “Chi parla male, pensa male, vive male”.

Mi sono accorta che i clienti o i potenziali clienti di un copywriter si comportano in un certo modo e dicono certe cose perché hanno delle idee sbagliate sul nostro lavoro. Se non sanno bene cosa facciamo e come lavoriamo, è colpa nostra che non gliel’abbiamo saputo comunicare. Per cui questo post è il mio contributo per la campagna di sensibilizzazione contro l’abbandono dei copywriter: se li conosci non li abbandoni.

Se non sanno cosa facciamo lo deducono, tutto quello che non diciamo viene immaginato.
Ecco allora 4 pensieri ricorrenti ma sbagliati sui contenuti (e quindi sui copywriter) su cui voglio riflettere con te:

I contenuti sono merce

I contenuti vengono valutati in base alla lunghezza e alla quantità come fossero un bene indifferenziato.
Ma non è solo il cliente a fare questo errore di valutazione, cadiamo in questo tranello anche noi copywriter: nei nostri preventivi trovi scritto “10 bei testi entro le 500 parole costano tot”.
La direzione da intraprendere a mio avviso anche se più difficile da quantificare è quello di dare valore al progetto nella sua interezza, considerando contenuto non solo la scrittura del testo, ma l’idea che c’è dietro, la sua struttura, lo studio dell’azienda (magari tramite un brief dettagliato), una visione generale, la valutazione degli obiettivi e del target, la pianificazione e l’organizzazione dei contenuti.

Contenuto = idea + espressione

Un buon contenuto è un’ottima idea espressa in una forma efficace che mira ad ottenere risultati e che spesso ci riesce.

Scrivere contenuti è un’operazione veloce

“Tu scrivi per mestiere, quanto ti ci vorrà a creare un testo?!”
Tutti hanno fretta di uscire con il nuovo sito, di pubblicare assolutamente quel post entro domani, di far partire la campagna pubblicitaria ieri. Il copywriter è quasi sempre l’ultimo passaggio prima del debutto, che arriva quando molti giochi sono stati programmati, quando ognuno s’è preso il suo tempo e lui deve correre per tutti.
I 100 metri finali in volata.
Ma il copywriting non è una disciplina atletica in cui più sei veloce più la tua prestazione è di valore. Al contrario, serve concentrazione e il giusto tempo per scartare tutte le soluzioni sbagliate al problema, trovare quella che funziona (possibilmente con qualche alternativa valida, i piani B e anche C) e difenderla, fortemente, per poterne andare fiero. Il suo successo è il tuo successo.
Questo non vuol dire che se ci sono tempi ristretti non si fanno sacrifici e miracoli ma che il lavoro va rispettato sempre e sottovalutare il tempo che occorre per scrivere vuol dire sottovalutare me, la mia professionalità e il progetto. E allora forse non ha bisogno di un copywriter se pensa che può farcela da solo e in meno tempo.
Il mio obiettivo non è farlo veloce, il mio obiettivo è farlo bene. Che nessuno si ricorderà se ci ha messo un giorno in più a far uscire la campagna ma si ricorderanno eccome se fa una figuraccia con contenuti che non sono all’altezza.

Più contenuti = più qualità

Le informazioni, i contenuti e i messaggi servono per compensare paure, convinzioni errate, insicurezze, curiosità, bisogni non percepiti.
Non cambia le cose scrivere 500 parole o 1000 se non riesci a fare centro, non serve pubblicare tutti i giorni se non hai niente da dire.
Non è importante la quantità delle cose che scrivi quanto la loro rilevanza, quanto quello che scrivi è importante per chi legge.
Oggi più di ieri tutti scrivono, aprono blog e canali youtube, twittano come comici, si pubblicano da soli.
In un mondo ideale e a tratti nazi, chiunque voglia comunicare dovrebbe avere cultura a sufficienza, etica, sensibilità, intelligenza, rispetto per le parole, attenzione, interesse per il lettore.
Nel mondo reale invece c’è una rete (ma anche fuori dalla rete non si scherza) piena di contenuti sciatti, ridondanti o inutili. Non facciamoci ingannare dal contenuto facile.

Un copywriter costa una fortuna

Forse questa battaglia di dare valore ai contenuti ci è un po’ sfuggita di mano e ha terrorizzato molti.
I potenziali clienti hanno iniziato a credere che costi meno regalare un trilogy alla fidanzata che commissionare un headline per un sito web. Certo è bello sapere che dopo grandi battaglie concettuali molti riconoscono che un’idea puoi farli guadagnare, che una buona comunicazione ha un valore relazionale e sociale che va oltre il ritorno economico.
Non verrò certo a dirti che con 5 euro porti a casa un articolo del blog di un copywriter serio (quelli che scrivono qualsiasi cosa per 5 euro mi fanno davvero molta paura). Ma chiedere un preventivo è sempre utile, potresti rimanere sorpreso e scoprire che puoi permetterti un buon copywriter.
D’altronde quanti copywriter ricchi conosci? 🙂

Non abbandonare un copywriter. Con lui sei sicuro, parla sempre bene di te, è di parola e puoi prenderlo alla lettera senza che si offenda.