Cosa succede quando lavori con noi

Nei mesi scorsi ho preso una decisione importante. Il lavoro era vertiginosamente aumentato e se da una parte ero contenta, dall’altra temevo di non riuscire a farcela, di dover dire no a persone a cui avrei voluto dire tanti sì, di rimandare lavori urgenti, di fare male il mio lavoro per mancanza di concentrazione.

Che poi per un freelance “fare il suo lavoro” – parlo delle competenze specifiche, del mestiere – è solo una parte di tutto quello che c’è da fare per davvero: parlare con clienti, prima, durante e dopo, organizzare i tempi e le consegne, mandare preventivi e fatture, farsi pagare, abbracciare il commercialista e non capire niente quando parte con i numeri e va beh, anche nella parte dopo i numeri, raccogliere i costi e i ricavi per cassa o per fattura, scannerizzare, portare, pagare le fatture dei collaboratori, chiamare la mamma una volta al giorno (tutti i freelance dovrebbero farlo) e via andare.

Tutto questo per comprare le crocchine deluxe dei gatti che sono quelli che dormono tutto il giorno e non si capisce perché abbiano bisogno di così tante calorie. Ma comunque. Il problema era, meno tempo, più lavoro.

Delegare non è facile

Così ho chiesto a William se aveva la voglia e il coraggio di entrare a tempo pieno nell’organico di BalenaLab nonostante fosse assunto a tempo indeterminato da un’altra parte per farmi fare meglio quello che avevo fatto fino a quel momento.

Si occupava già per me della scrittura di alcuni testi dei settori di architettura, design, tecnologia, della revisione di tutti i miei lavori creativi, e della gestione di tutta la parte amministrativa.

Ma avevo bisogno anche di un coordinatore, di un project manager che sapesse gestire i clienti e triangolare i team che creavo di volta in volta per i progetti più ampi (quelli che non riguardavano solo testi e audio, ma siti internet, campagne, cataloghi, etc.). Lui lo faceva da anni altrove, con i suoi modi da orso buono era sempre stato capace di ottenere i risultati migliori da tutti, salvare le situazioni, fare i doppi carpiati e portarla a casa alla grande.

Delegare è difficile: devi fidarti e saperti affidare. Te lo dice una che quando a lezione di tango argentino le comunicarono che doveva farsi guidare dall’uomo, dal partner, ha fatto finta per 1 anno e mezzo di non aver capito bene, non accettava che la creatività questa volta, toccasse a qualcun altro e che questo giro c’era “solo” da sentire-seguire. Figurarsi.

Il più grande spreco della nostra esistenza è quando ci troviamo timorosi e pieni di sospetto verso quello che non conosciamo e siamo noi a metterci all’angolo. In amore come nel lavoro. Bendati, ci allontaniamo dalle soluzioni perché ne abbiamo paura. E sì, cavolo, io ero spaventata. Lo ero quando avevo aperto la partita IVA un anno e mezzo prima e lo ero di nuovo quando ho deciso di cedere parte delle mie mansioni a un’altra persona che avrebbe dovuto sposare la mia causa capovolgendo la sua vita (a rileggerlo sembrano veramente tante responsabilità, ecco, bene, andiamo avanti).

Ritmo e sinergia

Per fortuna lui, quasi un anno fa, ci ha creduto quanto me, e adesso, da qualche mese, stiamo sperimentando un paso doble che ci ha arricchito tantissimo.

Scrivo ora perché abbiamo trovato il nostro ritmo e abbiamo capito come si fa a non pestarsi i piedi e a ballare con scioltezza anche nella bufera. Qualche no lo diciamo lo stesso, perché abbiamo imparato sulla nostra pelle che prendere quei lavori che sappiamo da subito che sono “meglio di no”, ci ha fatto stare male e non ci ha fatto crescere professionalmente, lasciando, immagino, scontento anche il nostro cliente.

Così, eccoci arrivati. Se vuoi lavorare con noi, sarà bellissimo, ma sappi che potremmo litigare perché:

1. Ficcheremo il naso nelle tue cose

Per lavorare con te ti dovremo conoscere bene. Vorremo sapere tutto di te, ti romperemo le scatole sul target, sui tuoi prodotti, sui servizi, sulla tua comunicazione attuale, sul perché hai fatto certe scelte e perché questo si chiama così e quello lo vendi di là, ti chiederemo di spiegarci chi sei, cosa fai, la produzione, il mercato, di presentarci le persone che collaborano con te.

Il lavoro che faremo per te sarà unico ma tu dovrai essere sincera/o con noi.

2. Difenderemo le nostre scelte

Tutto quello che faremo per te sarà frutto di analisi, capacità e intuizione. Porteremo avanti le nostre idee perché ne saremo convinti, perché le riterremo la soluzione giusta per il tuo progetto a costo di perderti come cliente. Ti faremo capire perché e per come, ti spiegheremo quello che non ti è chiaro, senza usare tecnicismi ma facendoti vedere e amare quello che abbiamo visto e amato per primi noi di te.

3. Daremo il giusto prezzo al nostro lavoro

Non ti sottovaluteremo, mai. Non produrremo mai niente di mediocre, ma ti forniremo parole e strategie di cui potrai andare fiero. Non faremo la corsa al prezzo più basso, ma cercheremo di farti capire il valore del nostro mestiere. Se lavoriamo felici possiamo fare più felice anche te. Collaboriamo sia con freelance che con agenzie, sia con piccole che grandi aziende; non precludiamo a nessuno la possibilità di lavorare con noi, né negare l’importanza della presenza dei grandi del mercato: il prezzo terrà conto di questa variabile. Parlerà di quanta cura ci metteremo, di quanto tempo dedicheremo, di quanta esperienza abbiamo. Ma non spaventarti, è tutto più che fattibile ;).

4. Ci prenderemo il nostro tempo, e anche il tuo

Un proverbio della nostra zona, di quelli dei vecchi e saggi, dice “Il tempo matura il grano, ma non ara la terra”.

Ti chiederemo sempre il tempo necessario, né più né meno, anche se non l’avrai, e per questo forse ti faremo arrabbiare. Ogni cosa ha bisogno di essere guardata con quegli occhi, toccata, depositata, pensata, restituita. Lavorare di fretta non è nella nostra politica: non vogliamo sbagliare con te, e tu pensa se succedesse! Tutti ricorderebbero l’errore non che sei uscito con il sito nuovo una settimana prima di una data che ti sei messo in testa (ok, forse c’è lo zampino dell’ufficio marketing che ti sta alle calcagna, ma non puoi convincerli leggendo un pezzo de “L’Elogio della lentezza” come solo tu sai fare?).

Le scadenze passano, il prodotto di cattiva qualità resta e penalizza la tua immagine.

Se nonostante questo vuoi rischiare di avere dei testi meravigliosi, ci puoi scrivere qui.


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