Impara a fallire

È nel momento più difficile della storia del tuo business che si vede quanto ci credi e quanto vuoi sbatterti.

Voglio raccontarti la storia di un cliente che in questa occasione chiameremo Pier. Pier ci ha contattati in un momento di grande complessità per la sua azienda. Ci capita spesso che le persone abbiano bisogno di noi quando vogliono cambiare le carte in tavola: l’inizio di business, un’attività di rebranding, un sito nuovo, una campagna pubblicitaria. E noi li aiutiamo, risolviamo il loro problema: creare e recapitare un messaggio importante alle persone giuste.

Ma Pier era in crisi da un anno, in una crisi da cui non riusciva a uscire perché i clienti non arrivavano, le operazioni su cui aveva investito non avevano portato frutti, si sentiva solo e incompreso, tutto il peso del fallimento sulle sue spalle. Gennaio per lui è stato un mese terrificante: sono arrivati i pagamenti dei fornitori, le spese e le bollette del locale in affitto, un competitor che in poco tempo si è aggiudicato la piazza.

Pier è venuto da noi, ci ha detto che non aveva molto budget e ci ha chiesto di individuare la cosa migliore che potessimo fare per lui e farla. Gli abbiamo detto che non facciamo miracoli ma che avremmo potuto aiutarlo a comunicare con parole nuove e autentiche quello che fino a quel momento non era riuscito a trasmettere. Siamo stati chiari: il resto doveva farlo lui, trovare un modo per sollevarsi.

Pier si è fidato e ci ha trasmesso la sua energia, quella grande voglia di non mollare, ci ha consegnato la sua occasione per fare centro e uscire dall’empasse.

Ce lo insegnano Pier e quelli come lui che decidono di investire i risparmi in un nome per la nuova attività, in una presentazione, nei testi del sito, perché sanno che quell’investimento fa parte della loro nascita o rinascita, del loro stare nel mercato con coerenza, che ne va della loro identità. Quello che hanno, è un misto di cose: forza, perseveranza, convinzione di non aver ancora finito le cartucce.

Hanno degli obiettivi e sanno concentrarsi sul processo per raggiungerli.

Ci poniamo sempre degli obiettivi ed è giusto farlo, sono eventi nel futuro in cui speriamo. Ma il salto vero lo facciamo quando ci focalizziamo su ciò che possiamo controllare e le uniche cose che possiamo controllare sono le nostre azioni. Non il futuro, non le altre persone, non il mercato, né lo stato o la natura: le nostre azioni. Se accanto a ogni obiettivo fai seguire un’azione, il risultato è più vicino.

Vuoi avere successo? Aggiungi valore alla vita delle persone.
Vuoi essere stimato? Fai un buon lavoro.
Vuoi vincere una gara? Allenati tutti i giorni.
Vuoi essere felice? Prendi la vita per quello che è.

Il fallimento l’abbiamo sperimentato tutti e ognuno di noi ha insegnamenti da condividere da sopravvissuto a sopravvissuto. Ma se quello che abbiamo imparato da un fallimento non lo mettiamo in pratica, quello sì è il fallimento più grande.