La sintesi: comunicare in breve

Quando ho iniziato a lavorare in radio dovevo dare una notizia in un minuto e mezzo circa compreso il disannuncio della canzone appena terminata e l’annuncio di quella che seguiva. Si parlava di musica e cinema, a volte di storie di ascoltatori, a volte di frivolezze del mondo dello spettacolo e bisognava sapere cosa dire e andare molto veloci, che le pause in radio non stanno bene.

Mai come i giornalisti sportivi. Quelli sono capaci, quando fanno la telecronaca delle partite, di non incepparsi mai e addirittura anticipare le azioni dei giocatori, che sembra riconoscano dai polpacci, si accorano e urlano al fuorigioco molto prima degli arbitri come a sapere che le cose andranno a finire male.

Jennifer Egan scrisse Scatola Nera su Twitter: convinse il The New Yorker ad aprire un account che pubblicasse per un’ora al giorno per 10 giorni un tweet al minuto.

Le frasi del libro erano tweet, i tweet erano unità minime di significato che rispettavano i 140 caratteri. Certo, potevi leggerli tutti in una volta ma se la seguivi dal vivo, si creava questa suspense tra una frase e l’altra che ti dava la possibilità di sintonizzarti sulla narrativa: la Egan stava raggiungendo i lettori direttamente sul loro smartphone.

 

“Mi scuso per la lunghezza della mia lettera,

ma non ho avuto il tempo di scriverne una più breve”. 

Blaise Pascal

Cosa vuol dire sintesi

La sintesi è l’esclusione di ciò che è trascurabile.

Un lavoro di riduzione implica la capacità di distinguere quello che è importante da quello che non lo è.

Arrivare all’essenziale comporta il coraggio di partire dal dunque.

Sintetizzare vuol dire eliminare ciò che non serve e aggiungere una struttura che tenga insieme gli elementi dando un senso. Ce lo dice anche l’etimologia: sintesi deriva dal greco synthesis, che significa “composizione”, riorganizziamo dopo aver tagliato.

Una buona sintesi necessita di un fattore creativo che costruisca relazioni tra gli elementi e le metta in evidenza.

 

“La creatività è semplicemente connettere le cose.”

Steve Jobs

 

Pensa all’elevator pitch: poche parole di un discorso che serve a catturare l’attenzione di chi ci ascolta per presentarci o presentare un’idea di business.

In sintesi asciugare ed esprimere: per far comprendere le informazioni, i dati e le relazioni tra loro.

 

Come si sintetizza a parole

Il linguaggio pubblicitario usa la sintesi per colpire. Ma anche nella comunicazione in generale ci sono momenti e strumenti che la richiedono: cosa faccio per essere sintetico?

  • Metto in relazione il mezzo che uso con l’informazione/la storia da raccontare.
  • Trasformo i concetti astratti in elementi concreti (quando devo parlare in pubblico faccio più presa con una storia concreta che con idee fumose).
  • Metto insieme i dati di cui sono in possesso trovando le parole chiave.
  • Estraggo un tema dall’insieme dei dati.
  • Strutturo le diverse informazioni disponibili sull’argomento perché l’organizzazione delle informazioni è già un’informazione che do.
  • Uso parole dense: piene di significato.
  • Uso la paratassi al posto dell’ipotassi.
  • Elimino i pronomi relativi quando sono inutili.
  • Uso verbi in forma attiva. La forma passiva è utile se chi subisce l’azione è più importante di chi la compie.
  • Evito le perifrasi: non uso 5 parole se posso dire la stessa cosa con 2.
  • Sto lontano dalle ridondanze (faccio attenzione all’uso degli aggettivi, mi chiedo se sono necessari): es. progetto futuro, il risultato finale, le particolari esigenze.
  • Distillo gli avverbi soprattutto quelli di modo: particolarmente, realmente, estremamente, veramente, generalmente, etc.
  • Uso la forma verbale più breve: es. manifestare la propria disapprovazione –> disapprovare.
  • Privilegio i verbi rispetto ai sostantivi.
  • Taglio le parole, le frasi, i concetti che non aggiungono valore a quanto già detto.
  • Completo le frasi con la punteggiatura giusta per creare il ritmo.

Già il ritmo. È fondamentale. La sintesi è una gestione mirabile di pieno e vuoto all’interno di uno schema.

Di pause, che costituiscono una strana poesia.

Questo post è finito. Mica potevo fare un papiro proprio parlando di sintesi, no? 🙂

 

P.S.: esempi di sintesi, chi sono i bravi, in breve?

Ci sono strumenti espressivi che richiedono la sintesi. Eccone alcuni in cui essere sintetici è una delle capacità imprescindibili:

• nel copywriting: naming, payoff, headline, spot radio, spot tv;
• nella grafica: logo, infografica, annuncio pubblicitario;
• nelle produzioni audio: sound logo, sigla di un programma;
• nelle video produzioni: spot pubblicitario.

Oltre alle belle pubblicità e alla buona comunicazione mi sono piaciuti per come hanno usato la sintesi anche:

I testi delle canzoni diventano infografiche
I testi di brani musicali famosi si trasformano in infografiche.

Recensioni brevissime di libri difficili
Francesco D’Isa in poche parole recensisce i libri che legge.

Shortology
Storie, concetti, trame, raccontate per immagini.

5 second for a films
Idee e storie in una manciata di secondi di video.

 


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