Scrivere un testo in tre tempi

Devi scrivere una presentazione per un tuo progetto, un articolo del blog, un redazionale? Scrivere un testo è un lavoro che richiede competenza, ricerca, attenzione, cura, e soprattutto tempo, come in cucina: chi dice che ci vuole poco per scrivere un testo, non ha mai scritto un buon testo.

Questi elaborati richiedono tre fasi del processo di scrittura:

• pianificazione del testo
• stesura del testo
• revisione del testo

Non sono passi rigidi piuttosto un circolo continuo in cui in ogni momento si può tornare indietro e ricominciare se qualcosa non ti convince.

 

Pianificazione del testo

Se sono temi che non conosci bene vanno approfonditi con un’accurata ricerca e documentazione. Il momento cruciale, successivo alla ricerca, è la pianificazione: in questa fase decidi cosa dire e come disporre le informazioni in modo logico in uno schema che funzioni.

L’idea guida nella pianificazione: dì ciò che è importante per te e allo stesso tempo utile per chi ti legge.

Una volta scoperto di cosa vuoi parlare, traducilo in una frase (potrebbe diventare il tuo titolo): parti da questa frase, il tuo argomento principale, per trovarne delle altre che vadano a spiegarlo o ad argomentarlo, dei micro argomenti. Generalmente un micro argomento corrisponde ad un paragrafo, una porzione di testo scandita dagli accapo, che identifica un blocco informativo. Ogni paragrafo deve avere un senso compiuto in quanto unità di significato dotata di coerenza interna ed essere inerente all’argomento generale del testo.

Se ti è d’aiuto puoi rendere lo schema graficamente.

In questa fase io per esempio uso carta e penna/matita/colori che più dello schermo riescono a darmi quell’immediatezza e quel colpo d’occhio necessari a farmi un’idea del mio contenuto: quante cose devo dire, quali sono più importanti, in che ordine le metto.

Un testo ben suddiviso e ben organizzato:
• ci dice che chi l’ha scritto ha le idee chiare e conosce bene l’argomento;
• si fa comprendere con più facilità e si fa leggere meglio: è proprio nella lettura, infatti, che recuperiamo l’ordine logico degli argomenti e sveliamo la pianificazione delle informazioni di chi ha scritto;
• ci permette di controllare meglio i passaggi (pensa a un blocco unico di testo in cui fai fatica a recuperare i punti significativi del discorso).

 

Stesura del testo

Dal piano strategico della pianificazione da cui è scaturita la struttura del tema, si passa alla seconda fase, quella della scrittura vera e propria.

È qui che inizi a scrivere riempiendo i contenitori che hai creato: ti serviranno parole tenute insieme da regole che formeranno le frasi.

L’idea guida nella stesura del testo? Una informazione per frase.

Nella stesura del testo devi tenere conto di sintassi, lessico e punteggiatura.

Sintassi

La sintassi regola i modi in cui le singole parole si legano per formare le frasi.
Una sintassi chiara è quello che ci vuole. Non stai scrivendo una poesia, un racconto o un romanzo: nella scrittura professionale l’obiettivo non è artistico o letterario, bensì comunicativo, devi farti capire.

Scrivi frasi brevi, sono più semplici da gestire, mentre al contrario, con frasi lunghe puoi inciampare più facilmente perché si tende a stipare troppe informazioni nella stessa frase. Con una pausa forte (il punto o un punto e virgola posizionati al posto giusto), puoi risolvere molti problemi di pesantezza sintattica, rendendo la frase più leggibile. Ogni volta che non sai che fare, semplifica, andrà sempre bene.

Lessico

Le frasi sono fatte di parole, termini scelti con cura e buon senso: lavora con tenacia perché il tuo lessico sia sempre preciso e specifico e mai inutilmente complesso. Il lessico del tuo testo deve essere adeguato alla situazione: formale non vuol dire aulico, informale non vuol dire superficiale o sgrammaticato.
Elimina le parole che non servono e quelle che non usi nel parlato. Non abusare delle parole straniere per darti un tono, soprattutto se abbiamo un corrispettivo in italiano, una bella parola che funziona.

A tal proposito sono ancora attualissime le norme scritte da George Orwell in “Politics and English Language” nel 1946:

• Non usate mai una metafora, una similitudine o un’altra figura retorica che trovate scritta spesso.
• Non usate mai una parola lunga se una breve ha la stessa funzione.
• Se è possibile togliere una parola, toglietela.
• Non usate mai una frase straniera, un termine scientifico o in gergo se c’è un equivalente.
• Contravvenite a qualunque di queste regole piuttosto che dire qualcosa di decisamente barbaro.

Punteggiatura

Per dare senso alla frase e conferire il giusto ritmo abbiamo a disposizione la punteggiatura che ci aiuta a rendere i nostri testi più leggibili e comunicativi.

La punteggiatura è per il testo quello che i segnali stradali sono per il traffico. Per usarla con criterio ci vuole un animo sensibile, di uno scrivente che ha a cuore le parole. Usa tutti i segni a disposizione ma in una sintassi semplice fatta di periodi brevi; i tre che probabilmente userai di più saranno il punto, la virgola e i due punti.

Il punto impone pause di salute, di cui gli occhi e i pensieri del lettore ti ringrazieranno.

La virgola va benissimo per gli elenchi ma se stai partendo con incisi e subordinate fai attenzione, rileggi il periodo e valuta se tutte quelle virgole ti servono davvero o se è il caso di spezzare la frase.

I due punti, io, li amo tantissimo, perché promettono, annunciano, risolvono, creano attesa. E che cosa c’è di più bello che essere sul punto di svelare qualcosa?

 

Revisione del testo

Revisionare è ritornare più volte sullo stesso testo.
L’idea guida nella revisione del testo è questa: tira fuori il tuo spirito critico per vedere quello che non va nelle grandi cose (struttura) come nelle piccole (dettagli).
In questa fase non te la cavi con una lettura sola: prevedi una revisione per livelli che parta dal controllo dell’organizzazione dei contenuti e arrivi fino all’ortografia delle singole parole. La puoi dividere in due tipi: concettuale e formale.

Revisione concettuale

Controlla la scelta e l’organizzazione dei contenuti: cerca di metterti nei panni del lettore per cogliere le eventuali inadeguatezze del testo.
Si percepisce lo schema logico che hai scelto nella pianificazione?

Revisione formale

Migliora lo stile: possiamo dirlo meglio? Allora diciamolo! Qui tiriamo in ballo la grammatica, la punteggiatura, il lessico (uno dei tuoi amici più fedeli è il dizionario dei sinonimi e dei contrari).

La correttezza ortografica e la caccia al refuso: rispetta la lingua, sempre.
Verifica l’ortografia: certo, c’è la correzione ortografica dei programmi di scrittura per gli errori di battitura, ma ripercorri sempre il testo con più letture per evitare le sviste ortografiche, i doppi spazi, le parole che pur avendo un senso secondo il correttore non ce l’hanno nella tua frase.

Puoi strapazzare la lingua solo se sei Totò 😉