Lo spot radio: i 5 errori da evitare quando scrivi il testo

Sono copywriter e speaker per questo in momenti alterni della giornata mi trovo nei panni dell’una e poi dell’altra (modalità Dottor Jekyll e Mr Hyde), ossia scrivo testi che altri dovranno registrare e registro testi scritti da qualcun altro (talvolta li scrivo e li registro, insomma me la suono e me la canto).
Testi spesso scritti dal cliente stesso, a volte dall’account, altre volte estrapolati velocemente dal flyer promozionale, quando va bene da un buon copywriter di qualche agenzia blasonata, che vuole essere presente alla registrazione, dire la sua, ricercare il suono perfetto e potrebbe anche pronunciare una frase come questa “me la fai un po’ più blu?” (In che senso?).
Leggere, interpretare e recitare testi è un mestiere bellissimo soprattutto se hai un buon testo da cui partire.

Ma quali sono gli errori frequenti in un testo di uno spot radiofonico?

5 errori da non commettere quando scrivi un copy per uno spot radio

Non tenere conto di grammatica e punteggiatura

ma figurati, potresti dire, chi non sa scrivere in italiano! Questo è il primo grandissimo malinteso: parlare tutti la lingua italiana non significa saperla usare sempre correttamente. Spesso i testi degli spot sono pieni di errori di ortografia, di vocali invertite che creano nuove parole e nuovi significati, di mancata punteggiatura o punteggiatura sbagliata che può far cambiare totalmente il senso della frase e mettere in crisi nel momento dell’interpretazione.

Ormai famosa quella nonna salvata dalla virgola:

Vado a mangiare, nonna!

Vado a mangiare nonna.

Dire più cose possibili

Parlare di questo mondo e quell’altro non è la strada giusta. In uno spot abbiamo solitamente a disposizione 10”-15”-20”-30”: pochissimi se ci pensi. Il dono della sintesi è assai apprezzato, senza contare che un testo più lungo della durata dello spot costringe lo speaker a estenuanti scioglilingua durante la registrazione che limitano l’efficacia del messaggio e gli fanno dire tante parole brutte tra una take e l’altra. A parità di tempo a disposizione due concetti esposti con chiarezza sono compresi meglio di 15: sfatiamo l’erronea concezione che più cose dico più il mio spot è d’effetto, è vero esattamente il contrario perché anche le giuste pause fanno parte dello spot e sono necessarie all’ascoltatore per metabolizzare le informazioni.

Gli elenchi infiniti

Se sei un negozio di abbigliamento e hai tutte le grandi firme non è necessario elencarle tutte e 27. Esempio “da noi puoi trovare, per lei: Penny Black, Ralph Lauren, Moschino, Just For You, Seventy, Cycle, Jucca, Closed, Emme Marella, Guess, Dekker, Canadiens, Carlo Pignatelli, Heaven, Burberry, Met, Tommy Hilfiger”. “E poi ancora per lui …” Dirle tutte per forza significa togliere tempo prezioso ad altre informazioni importanti e soprattutto annoiare chi sta ascoltando.

Il numero di telefono

Ormai inserire il numero di telefono negli spot radio è talmente anacronistico che dovresti andarti a confessare subito dopo averlo pensato. Evita come la peste il numero di telefono, inserisci al suo posto l’indirizzo del tuo sito web: ormai tutti si muovono su internet per cercare informazioni ed è proprio là che incuriositi dallo spot radiofonico ti cercheranno. Sul tuo sito sarà sicuramente prevista una pagina contatti in cui potrai inserire il tuo meraviglioso numero di telefono. Ad ogni mezzo le sue informazioni.

La simpatia a tutti i costi

È vero che gli utenti sono maggiormente attratti da pubblicità ironiche, da qualcosa che colpisca, però è anche vero che se hai scritto una scena divertente che fa ridere solo te e tua nonna (se è ancora viva grazie alla tua virgola) lo spot diventa ridicolo e otterrai l’effetto contrario. A volte ci sono testi con giochi di parole incomprensibili o talmente brutti che rischiano di vanificare tutta la campagna radiofonica.

Qualche consiglio, come si scrive un copy per uno spot radio

Una volta scongiurati questi 5 guai, cosa ti consiglio per scrivere un testo pubblicitario radiofonico:

1. Abbi chiaro cosa vuoi dire e dillo: evidenzia il messaggio che vuoi trasmettere. Pochi concetti ma davvero buoni: si chiamano punti di forza.

2. Se sei creativo (e io me lo auguro) tramutalo in qualcosa di assolutamente originale e coinvolgente (ok, ok, per questo punto faremo un altro articolo a parte nel blog).

Nella giungla degli spot uno di fila all’altro il tuo deve differenziarsi, emergere, essere ricordato.

Tieni presente che la maggior parte delle persone ascolta la radio in auto mentre cerca di non fare fuori ciclisti spericolati, mentre fa le pulizie o lavora davanti al pc. Alla fine di una canzone o di un programma tende a cambiare immediatamente stazione, tu devi impedirglielo.

3. Sii sintetico e colloquiale: il tono di voce è importante. Parla come farebbe chi ti sta ascoltando e dì quello che devi dire con meno parole possibili: impressiona e avvicinati.

4. Cita il marchio se possibile due volte: una all’inizio e una alla fine perché il nostro ascoltatore distratto non si dimentichi di chi o di cosa stiamo parlando.

5. Inserisci una Call to Action: invita l’ascoltatore a fare quella cosa che tanto speri che lui faccia:  es. Seguici su facebook! Visita il nostro sito! Scopri tutta la nostra collezione! Vieni a trovarci in … Stampa il coupon!

6. Alla fine scrivi il payoff (comunemente chiamato slogan), la frase accattivante e facilmente memorizzabile che identifica l’azienda. Se sei proprio bravo, sarà quella che rimarrà in testa quando spegneranno la radio. es. L’Oréal, perché io valgo.

 

Così sarai la gioia di ogni speaker!