Lo storytelling: non fare storie, raccontale

Siamo nati per raccontare e per ascoltare, le parole che usiamo ci rappresentano, la narrazione ha sempre avuto un valore sociale, infatti ogni narrazione presuppone una relazione, prima con noi stessi (quando scegliamo cosa e come dirlo) e poi con gli altri.

Un tempo era utilizzata per spiegare l’inspiegabile, pensa ai miti Greci e Romani, in seguito per comunicare principi etici che il popolo condividesse, la cultura orale nei popoli africani ne è un esempio; oggi è utilizzata largamente in molti settori, in pubblicità, nel marketing e addirittura nella comunicazione politica.

La vita è narrazione

La narrazione ci permea, è ovunque, perché la vita stessa è una narrazione. Contribuiamo tutti con le nostre storie ad una rete narrativa che ci definisce e che si alimenta, e che contribuisce a quella degli altri.

A furia di raccontare le sue storie, un uomo diventa quelle storie.
Esse continuano a vivere dopo di lui e così egli diventa immortale.
(Will Bloom nel film Big Fish)

Nonostante questa tecnica sia antichissima il concetto di Storytelling nasce negli Stati Uniti negli anni Novanta in un periodo di rinnovato interesse verso la narrazione.

Cos’è lo storytelling, cosa non è lo storytelling

Proprio ora perché va di moda e se ne fa un gran parlare diciamo subito che lo Storytelling non è semplicemente raccontare storie o fare un video con il telefonino e metterlo su un Social Network, ma è la creazione di rappresentazioni siano esse testuali, visive, sonore o multi-sensoriali allo scopo di emozionare e mettersi in relazione con qualcun altro.

Lo storytelling lavora sulle relazioni, sull’identità: è la creazione di un mondo narrativo da parte di un soggetto (brand, prodotto, servizio o persona) che invita il suo pubblico (clienti, consumatori) a partecipare di un destino comune, ad entrare nella storia non da semplici ascoltatori od osservatori ma da veri e propri protagonisti.

È una tecnica narrativa che attraverso codici comunicativi emoziona trasferendo esperienza, attribuisce senso creando empatia.

Come si fa un buon storytelling: 4 componenti

Proprio perché è un metodo con un approccio teoretico definito e definibile ha delle caratteristiche proprie:

  • La semplicità
    Una storia semplice è una storia potente. L’eliminazione del superfluo favorisce la fluidità narrativa e quindi una maggiore comprensione da parte del tuo interlocutore, quindi funziona di più.
  • L’emozione
    Più chi ascolta è coinvolto più sarà propenso a recepire il tuo messaggio. Se una storia cattura l’attenzione diventa esperienza, che sarà ricordata e sarà vissuta volentieri di nuovo.
  • L’autenticità
    Se il lettore si immerge totalmente nella storia magari identificandosi con il protagonista della storia è perché hai creato una storia vera, attendibile, in cui qualcun altro può riconoscersi.
  • La familiarità
    Le storie riuscite sono sviluppate su modelli collaudati, il pubblico valuta nuove storie confrontandole con quelle conosciute. Una struttura semplice, una situazione familiare sono spesso le basi per un buon progetto di storytelling.

A differenza di un tradizionale comunicato pubblicitario lo storytelling crea un mondo, si basa su un valore forte e condivisibile e non su caratteristiche specifiche del prodotto, non ha l’obiettivo di convincere ma di coinvolgere.

Lo storytelling nella comunicazione d’impresa

Le informazioni sono davvero troppe, in questi ultimi anni siamo stati letteralmente bombardati da notizie e dati: il Corporate Storytelling nasce per fare la differenza, per far sentire la tua voce diversa da tutte le altre.
Le storie sono memorabili, empatiche, virali: riuscire a declinare in chiave emozionale un prodotto, sfruttando a pieno il potere evocativo della narrazione può far raggiungere grandi obiettivi anche nella comunicazione d’impresa se coerente con tutti gli elementi della strategia di comunicazione aziendale.
Ecco perché progettando un Corporate Storytelling si dovrebbe sempre unire una verità umana ad una veridicità di prodotto/servizio.

Non si tratta solo di raccontare storie

Il segreto? Non raccontare mai solo storie, ma puntare a creare un universo in cui il tuo pubblico possa sentirsi coinvolto, che gli permetta di riconoscersi.

Ti lascio con due esempi di Visual Storytelling a mio parere realizzati veramente bene.
E tu, ne hai visto uno che ti è piaciuto particolarmente?