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Caravan il corso che fa uscire il tuo carattere

I significati dentro il nome Caravan

Scritto e registrato il 10 Febbraio 2019

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Non tutti i prodotti o i servizi devono avere un nome proprio. I miei per esempio, a parte la consulenza individuale che ho chiamato ConSuLens, si chiamano per quello che sono: naming, payoff, testi web, scrittura pubblicitaria. Non c’è bisogno di dare un nome a qualsiasi cosa: in realtà sembra che mi stia dando la zappa sui piedi visto che io di mestiere faccio questo ma è un tema delicato in cui c’entra il buon senso. Ti prometto che parlerò di questo argomento in maniera più approfondita per capire quando c’è bisogno di dare un nome a un prodotto o a un servizio e quando non è necessario. In ogni caso, al primo corso di BalenaLab io un nome l’ho dato.

Cos’è Caravan e perché gli serviva un nome

Caravan è il corso in aula che ho creato per aiutare chi ha un progetto o un’attività a lavorare sulla propria comunicazione usando scrittura e immagini. Come si fa a scoprire la personalità del proprio brand e a comunicarla? Se hai un buon prodotto e non sai comunicarlo è davvero un peccato. Se il tuo ottimo prodotto si perde negli angoli del web perché non riesce a far sentire la propria voce è un peccato. Se le persone non capiscono in cosa sei diverso da quelli che fanno il tuo stesso lavoro è davvero un peccato. Caravan nasce durante un week-end con Giulia in Trentino Alto Adige, nasce dalla voglia di mettere in ordine i nostri saperi e proporli in maniera organica per risolvere le difficoltà comunicative di freelance frustrati o con un potenziale inespresso. Insieme abbiamo elaborato un metodo per creare contenuti facendo lavorare in sinergia parole e immagini. Lei si occupa della parte visuale e fotografica mentre io di copywriting e storytelling.

A questa idea che voleva diventare un corso serviva un nome: un nome che potesse veicolare i significati che ci premeva trasmettere, per dare alle persone già dall’inizio il senso di quello che avrebbero trovato, per attirare il nostro pubblico, persone ben precise che avevamo in mente.

Dentro un nome evocativo ci sono mondi di senso

Un nome evocativo è un nome che rimanda alle caratteristiche del brand, del prodotto o del servizio e lo fa non in maniera originale. Il nesso c’è ma è sussurrato, non sbandierato come nei nomi descrittivi. Così, ecco quali sono i valori e le caratteristiche che legano il nome Caravan al servizio corso in aula.

Il cambiamento: ogni viaggio ci cambia. Pensa al tuo ultimo viaggio: quante cose hai imparato? Quante sensazioni hai provato? Cosa ti sei portato a casa? Ecco, la formazione per me funziona se ti fa tornare a casa con il cuore pieno, un sacco di domande, qualche risposta, la voglia di metterti subito a fare, proprio come succede dopo un viaggio.

La fatica: si deve fare la valigia, ci si deve svegliare presto, c’è la strada da percorrere, e poi finalmente la gioia di arrivare da qualche parte. Ogni meta porta con sé la fatica del viaggio. Chi ha un business o un progetto e si occupa della propria comunicazione lo sa bene. Sa che tanto lavoro corrisponderà a qualche risultato visibile e tanti passi invisibili, che anche se non è facile si può solo andare, bisogna sempre provare e darsi la possibilità di riuscire. Non solo. Il caravanista è diverso dal turista che arriva in un posto, va in albergo e preferisce la comodità, il letto rifatto, l’aria condizionata, il bagno spazioso, il pranzo pronto. I caravanisti sono quelli che vogliono assaporare ogni aspetto del viaggio, amano conquistare ogni singola azione, fare a modo loro, essere a contatto con la natura, con i posti che visitano, diventare parte di quello che hanno intorno. Proprio come chi ha un business tutto suo e si occupa di ogni aspetto della sua attività.

Il mezzo: il caravan è un mezzo di trasporto che ti aiuta ad arrivare da un punto A a un punto B: c’è dentro l’idea di percorso, di strumento utile, di aiuto senza il quale rimarresti a piedi, ben lontano dalla meta. E Caravan è proprio una risorsa per fare meglio, per raggiungere gli obiettivi che ti sei prefissato e quelli che dopo questo corso deciderai di mettere davanti a te.

Il movimento: a stare fermi non succede nulla. E ci si può anche perdere d’accordo. Non so tu, ma spesso quando mi sono persa, ho capito molte più cose e proprio lì ho tirato fuori grinta e capacità per ritrovare la strada. L’agire è il primo passo: l’idea se rimane nella testa non è una buona idea. Caravan è fatto di teoria e di pratica, si ascolta, si condivide, si fa. È un corso in aula: sappiamo che bisogna fare un po’ di strada per arrivare, anche per chi è del posto. Ci piace, in un momento in cui tutti creano corsi online, puntare l’attenzione sulla presenza, sulla bellezza dell’esperienza vissuta in prima persona, senza risparmiarsi.

La solitudine: sì, capita a chi lavora in proprio di sentirsi solo. Di fare il proprio lavoro e altri cento, tra cui appunto comunicare il proprio lavoro. E il viaggio in caravan è quel tipo di esperienza in cui devi pensare a tutto: ti cucini, ti rifai il letto, guidi, ti fermi quando ne hai bisogno, per un bel tramonto o per una gomma a terra, tiri fuori le tue sedie pieghevoli e ti metti dove vuoi, ti posizioni.

Lo spirito di adattamento: chi viaggia in Caravan si deve arrangiare, essere capace di adattarsi a tutte le condizioni anche le più sfidanti. A volte non tutto è perfetto, altre non è proprio come te l’aspettavi, certe altre ancora manca qualcosa ma non importa perché in fondo il caravanista sa adattarsi e prendere il meglio. Così anche chi partecipa a Caravan farà propri degli strumenti per cavarsela da solo e sarà in grado di adattarli alla propria comunicazione, al proprio sentire, per capire cosa funziona per lui e cosa non funziona. Tenere il necessario, fare economia, avere gli occhi aperti.

Le baletter: l’hashtag di BalenaLab. Nella parola caravan c’è un “cara”: se mi segui su Instagram sai che ho lanciato il progetto delle #baletter: cartoline digitali che vengono spedite ad altre persone. Tutte le didascalie diventano lettere per qualcuno e iniziano con un cara o un caro. Mi è sembrato perfetto riprendere il concetto alla base delle baletter in cui credo tantissimo e mettere di nuovo e sempre al centro le persone, parlare a qualcuno e non per noi stessi come obiettivo della nostra comunicazione.

Storie in viaggio: l’hashtag di Giulia. #storieinviaggio è la community in movimento che Giulia ha creato su Instagram. Ci sono dentro i percorsi che scegliamo di costruire anche su strade incerte e avventurose, ci sono le persone che incrociano il nostro cammino, i viaggi da fermi magari tra le pagine di un libro o in mezzo ai ricordi, ci sono tutti i cambiamenti reali o desiderati. Mi piace e mi piaceva l’idea che il nome del corso contenesse entrambi i nostri progetti e i valori in cui crediamo.

La curiosità: la mente aperta e pronta e l’attitudine a scoprire sono i presupposti necessari per mettersi in gioco, per imparare e partire. La creatività si attiva solo se siamo disposti ad andare fuori dalla nostra zona di sicurezza, dove c’è qualcosa che non conosciamo e che nella sorpresa di una prima volta si collega con qualcosa che ci appartiene, si aggancia in maniera inedita a un’esperienza trasformandola in qualcosa di nuovo.

La predisposizione all’incontro: non so se tu hai avuto la stessa sensazione, ma nei film dove c’è un caravan c’è sempre gente che fa amicizia, incontri inaspettati, spesso dirompenti. Il caravan è quel posto con le ruote che invita ad avere compagni di viaggio: loro arrivano, si presentano e diventano una ricchezza, diventano parte dell’esperienza del viaggio. In Caravan ci sarà tanto confronto: con noi, tra chi parteciperà, negli esercizi, nelle domande. Si farà esperienza delle difficoltà personali che poi diventano le difficoltà o le curiosità di tutti, si condivideranno perché alla fine la diversità è ancora l’asso nella manica dell’umanità.

Ci vuole un payoff per chiudere il cerchio

Il payoff di Caravan è Il corso che fa uscire il tuo carattere. Dove c’è un nome evocativo come Caravan è molto funzionale un payoff descrittivo. Anche il payoff segue la stessa atmosfera del nome. Ho utilizzato la parola uscire per riprendere l’idea del movimento già presente in Caravan, della scoperta, del mettersi in gioco. C’è dentro la parola corso che descrive cos’è questa cosa che ti trovi a leggere, in modo tale che a prima vista si possa capire di cosa si sta parlando; c’è anche la parola carattere una di quelle che ho identificato come parola chiave di questo progetto. Il payoff spiega e rafforza il nome: insieme si completano e creano un’atmosfera.

È così che il nome Caravan si fa portatore di molti significati che lavorano tra suggestioni e intuito. Penso che i nomi evocativi siano, tra tutte le tipologie che esistono, i più potenti, proprio perché sanno arrivare davvero lontano.

A proposito, vuoi scoprire se Caravan può fare per te? Mentre sto scrivendo ci sono ancora alcuni posti per la data del 24 marzo.