Personal Branding: come si fa?

L’abito non farà il monaco ma sicuramente l’immagine che dai di te è il tuo biglietto da visita: on line e di persona. Sul web con il moltiplicarsi dei social network è indispensabile esserci nel modo giusto, parafrasando Riccardo Scandelleri, esperto di Personal Branding, se la reputazione non te la crei tu ci penseranno gli altri. Ed è proprio così.

Cosa vuol dire Personal Branding?

Il Personal Branding è un percorso strategico per comunicare chi sei, cosa sai fare, come lo sai fare e per individuare il tuo valore che è ciò per cui gli altri ti sceglieranno.
Oggi se ne ne parla tanto ma già Tom Peters, CEO di Fast Company, lo aveva capito nel lontano 1997, quando pubblicò un articolo intitolato The brand called you (La marca chiamata te) nel quale affermava che io sono di fatto presidente, amministratore delegato e responsabile Marketing dell’azienda chiamata “Io Spa. Ognuno di noi è una piccola impresa di se stesso che per fare del buon Personal Branding ha bisogno innanzitutto di identificare gli aspetti che la rendono unica.
Significa valorizzare i nostri punti di forza e portare alla luce la nostra identità, quella più vera.
Poi intercettare il nostro target, capire qual è la nicchia a cui ci vogliamo rivolgere, che nella nostra specificità troverà la soluzione ai suoi bisogni.

Per cosa voglio essere riconosciuto dagli altri?

La tua reputazione si definisce tramite la qualità del tuo lavoro di oggi e di ieri e determina il successo del tuo lavoro di domani.
Lavorare sul proprio Personal Branding non significa come pensano molti “sapersi vendere” costruendo un’immagine falsa di se stessi ma esattamente il contrario: far venire fuori la parte più autentica di noi rispettarla e poi condividerla.

3 consigli per partire con il piede giusto con il Personal Branding

  1. Dai di te un’immagine unica e convincente: sii te stesso, dalla grafica a quello che scrivi, da cosa condividi a quello che “ti piace”.
  2. Condividi la tua conoscenza, scrivendo sul tuo blog, partecipando alle discussioni nelle community, scrivendo guest post su temi del tuo settore per altri professionisti.
  3. Interagisci: rispondi a chi ti scrive, lavora per creare, per allargare il cerchio, sii pronto a confrontarti.

5 errori da non fare nel Personal Branding

1. Pensare che se non me ne occupo non fa niente. Esprimiamo sempre qualcosa di noi volenti o nolenti, per cui meglio che siamo noi a tenere le redini della nostra immagine, no?! Hai mai “googlato” il tuo nome e cognome per vedere cosa compare?
Potresti trovare qualcosa che è stato caricato a tua insaputa, foto, dichiarazioni inesatte o decontestualizzate che danno agli utenti, che tu lo voglia o no, un’impressione di te.

2. Occuparsene solo quando si cerca lavoro o solo se sei freelance. Sbagliato! Dovrebbero occuparsene tutti e sempre durante tutta la propria vita professionale.

3. Sottovalutare i segni che lasci sulla rete. I contenuti e le immagini che carichiamo su Internet contribuiscono a formare la nostra reputazione: chi incrocia il nostro profilo per motivi personali o professionali si fa un’idea di te, per questo evita di mettere cose di cui potresti vergognarti tra 10 anni o anche domani.

4. Avere un atteggiamento negativo: chi vorrebbe collaborare con una persona che si lamenta dei clienti che non pagano o del proprio capo che lo fa lavorare sodo?! Spargere negatività non attira le persone verso di te ma le respinge, come anche manifestare invidia e risentimento: ti troverai presto solo e nei canali di networking non è proprio il massimo.

5. SPAM! Elemosinare like o retweet, mandare messaggi in privato o mail a tutto il mondo per promuoverti, clicca qui, vai di lì, fai così, non è la strada giusta: infastidisci e nemmeno per sfinimento questa strada darà i suoi frutti.