Tu chiamale così: emozioni

Nelle pagine dei nostri servizi ti diciamo che preferiamo lavorare con i clienti che ci piacciono. Nella gestione del management queste sintonie avvengono presto, alla prima telefonata, già alla prima o seconda mail. Le scintille positive si manifestano subito, prendono forma in forza di un grazie, di un prego, di un – a presto – caloroso, anche in un sincero e onesto – no per questa volta non ce la faccio ma mi adopererò perché un giorno si possa farlo insieme, perché credo in voi.

 

Sai, ci vuole tempo. Ci vuole tempo ad ascoltare le esigenze del tuo cliente, tempo per pensare alle soluzioni, per prospettare interventi, strategie e preventivi strutturati che abbiano un senso nel tempo e non siano un dispendio inutile. Perché il rispetto che porti al tuo cliente prima o poi torna sempre. Non oggi, non domani, magari fra qualche anno, ma la sensazione di essere ascoltati e aver lavorato bene con un team rimangono nella memoria. Nella mia, in quella di Chiara, e in quella di quel cliente che non è più solo stato un tuo “cliente” ma che ha fatto un pezzo di strada con te, un pezzo di strada magari importante per lui, e noi abbiamo avuto il privilegio di accompagnarlo per mano.

 

E quando i progetti si realizzano e poi te li raccontiamo nel portfolio ci emozioniamo, perché dietro ognuno di essi c’è una storia che ci piace raccontare, un momento che ci piace ricordare magari con un sorriso imprevisto e improvviso che arriva mentre io e Chiara parliamo di un altro progetto in una call su Skype.

Sono questi i clienti che vogliamo, che portiamo in palmo di mano, che associamo alle miglia percorse della nostra ingombrante balena sempre in cerca di acque limpide in cui stare bene.

Il grande Lucio diceva “tu chiamale se vuoi, emozioni” e proprio così vogliamo chiamarle. E quindi già in un primo contatto, in qualche scambio, posso percepire un feeling, un progetto che vuole prendere forma ed essere raccontato e che si sovrappone all’idea che hai della vita stessa, perché fare le cose in un certo modo, sai, non è solo una questione di business, è una cosa molto più ampia.

 

L’altro giorno da Chiara, a Castiglione delle Stiviere, in una giornata di riunioni, incontri e pianificazione, stavamo parlando con questo uomo appassionato, che non è ancora nostro cliente nell’accezione formale del termine, ma mentre lo ascoltavo raccontare i suoi prodotti, la loro nascita, i suoi esperimenti, il lavoro che ci mette ogni giorno, sia creativo che costante e a volte veramente duro, mi sentivo partecipe del suo impegno, delle difficoltà che prova ogni giorno, e se ci pensi bene, sono le stesse per tutti.

Perché le cose a cui devi pensare in ogni lavoro se lo vuoi fare bene sono tante. Tante.

E la passione che svolgiamo nel nostro lavoro quando incontra la stessa passione altrove è come una benedizione, non la puoi toccare, non ne puoi fare un elenco puntato o numerato, devi abbracciare un credo, devi affidarti all’istinto, devi credere al progetto tanto quanto ci crede quella persona per poterla accompagnare nel migliore dei modi.

 

D’altronde noi ci occupiamo di comunicazione, e il mio pensiero è andato subito a come mettere in atto operazioni che portino davvero un beneficio, per far sì che fra qualche mese non debbano essere rifatte, e non, tanto per fare. Anche questo è già lavoro, certo, anche questo è impegno e strategia, ed ecco perché tornando all’inizio di questo articolo è importante trovare l’empatia, sintonizzarsi ed essere sintonizzati con i valori della persona o dell’azienda che racconteremo, perché so che il tempo che impiegherò a costruire quel progetto anche solo all’inizio sarà un valore aggiunto, sarà forse la stessa passione in cui il mio cliente si riconoscerà, che non ricorderà gli acuti e il wow, ma la serenità di una strada percorsa insieme nel migliore dei modi.

È quello che mi auguro sempre, perché un lavoro appassionato che ti fa stare bene e che fai bene porta risultati eccellenti e clienti felici.
E non è forse questo quello che vogliamo tutti?