Vuoi fare lo speaker radiofonico: sei pronto per la diretta?

Fare lo speaker radiofonico è un mestiere bellissimo: parli, parli, ascolti musica, poi parli ancora, balli e non ti vede nessuno, leggi i messaggi della gente che ti ascolta, lanci un’altra canzone, metti un jingle, un occhio al meteo, musica e parole
Non è proprio così facile ma ti assicuro che un mestiere bellissimo lo è davvero.

La prima volta che sono andata in onda

Era il lontano 2004 ed ero stagista in una radio locale a San Benedetto del Tronto, AP, Radio Azzurra, ricordo di aver detto una frase assurda: la speaker che affiancavo per la diretta mi annunciò definendomi una promettente conduttrice radiofonica, io per tutta risposta aprii il microfono (la prima cosa che mi avevano insegnato infatti era accendere e spegnere un microfono) e dissi: “Ma no, no io sono solo l’ultima ruota di scorta”. Silenzio. Praticamente la numero uno nell’arte dello sminuirsi, un incrocio tra l’ultima ruota del carro e la ruota di scorta: ricordo di essermi immaginata mentre scendevo le scale dell’Ariston di Sanremo con il tacco 12 e crollavo al secondo scalino, rotolando fino ai piedi di Pippo Baudo. Mi sentivo più o meno così.

Appena realizzai quello che avevo detto andai in panico, ero già emozionata prima, figuriamo dopo aver detto una cavolata colossale come quella. Ecco, pensai, qui finisce la mia velocissima carriera al microfono. E invece no. Dopo quella frase sfortunata, motivo per cui in radio ci ridemmo per mesi, ho lavorato per diverse radio locali, interregionali, nazionali, andando in onda con grandi professionisti della radiofonia italiana e divertendomi tantissimo a fare il mio mestiere: ora ho scelto di fare la speaker pubblicitaria (registro spot radio, voice over per video, audiolibri, App, etc) e lavoro da freelance anche se – confesso – a volte la diretta con la sua energia, l’adrenalina, mi manca.
Tutto questo per introdurre il discorso di cui volevo parlarti oggi: anche tu vuoi fare lo speaker radiofonico ma ti senti pronto per andare on air?
Qui troverai le basi per partire con il piede giusto in diretta e soprattutto per affrontare la prova microfono, che all’inizio fa così tanta paura.

Speaker radiofonico Chiara Gandolfi Luca Viscardi

Io e Luca Viscardi a Radio Number One

Su cosa bisogna lavorare?

Sulla naturalezza

Gli anni ’80 sono finiti da un pezzo. Eppure sento ancora in radio questi vocioni impostati che allungano le vocali finali delle parole  “Benvenutiiii, comincia il nostro programmaaaaa”, che vanno su e giù nel tono anche all’interno della stessa parola facendoti sentire sulle montagne russe, che usano parole ricercate, tirate fuori dal cappello delle parole mai pronunciate se non per fare colpo (senza riuscirci). Tutto questo suona innaturale e finto, chi ascolta non è portato a seguire questo tipo di voce o a sentirsi in empatia. Se ti concentri sulla voce, cosa normale se sei all’inizio, e magari cerchi di modificarla per apparire più “ammaliante” sbagli. Pensa piuttosto di parlare ad un tuo amico, di essere con lui in un posto che ti fa sentire a tuo agio, magari davanti ad una tazza di caffè bollente. Immagina di raccontare a lui le cose che devi dire, rendi le notizie “calde”, fai sentire che ti interessa che chi ti ascolta capisca e non che diventi un momento personale di auto-celebrazione (senti qua come l’ho detto bene). Prendi confidenza con il microfono se è quello che ti spaventa, non cambiare personalità quando ci parli dentro. Focalizzati su quello che devi dire, sui contenuti; saranno loro a guidare il tuo intervento con naturalezza.

Sulla pronuncia delle parole

Pronuncia bene le parole, scandisciarticola. No, non ti sto prendendo in giro. La gente ascolta la radio in macchina, mentre fa le faccende di casa, quando va a fare la spesa al supermercato. Se ti “mangi le parole” o vai troppo veloce non ti farai capire.
Se invece di capita di sbagliare perché può capitare e non sai quanto capita, per distrazione, per errore o perché stai facendo 13 cose contemporaneamente (un giorno scriverò un post su tutto quello che riescono a fare gli speaker in diretta) correggiti, magari ridendoci su, ma non lasciare che sia l’errore ad avere la meglio, verrà ricordato meno se gli ascoltatori sapranno che te ne sei accorto.

Sul sorriso

Se sei uno speaker radiofonico (questo punto non vale per gli speaker informativi, che leggono le news del radio giornale o parlano di traffico) il sorriso è la tua marcia in più.
Sorridi proprio, non risparmiarti, parla sorridendo, sentirai che differenza!
Ti sembrerà di essere un po’ sciocco all’inizio con quella bocca mezza spalancata a mostrare i tuoi denti bianchi più bianchi (ma tanto sei in radio non ti vede quasi nessuno). Ne gioveranno tono e intenzione. Ascoltare una persona brillante e positiva è molto più piacevole che ascoltare una voce senza mordente, monotona al limite del triste.

Speaker radiofonico Chiara Gandolfi Luca Viscardi

Io e Luca Viscardi a Radio Number One

Sulla sintesi

Se puoi dire un concetto con tre frasi ma anche con una, dillo con una. Al di là del tempo che hai a disposizione per il tuo intervento radiofonico è bene sapere che la soglia di attenzione del tuo ascoltatore è molto bassa, se sei fortunato si aggira intorno al minuto.
Più parli meno sei efficace, più parli più c’è la possibilità che tu ti perda.
Se sei da solo ti consiglio di non parlare più di 2 minuti, se siete in due a condurre il programma meglio non superare i 4 minuti.

Sulla dizione e sulle pronunce straniere

Diciamo la verità, se hai studiato dizione è meglio, sentire una pronuncia pulita, libera da inflessioni dialettali, da cantilene, da accenti orripilanti, da e aperte ed e chiuse a caso, è molto piacevole. Ogni tanto capita di avere qualche dubbio su determinate parole e se stai preparando il tuo intervento o il tuo programma ha il tempo di consultare preventivamente il DOP online – Dizionario d’ortografia e di pronunzia per fugare ogni dubbio. Con il DOP leggi i fonemi e puoi ascoltare la pronuncia corretta.
Con i nomi stranieri, autori, musicisti, artisti, politici, titoli di canzoni, album etc, se non sei sicuro sulla pronuncia ti consiglio Google Translate (oltre alla traduzione ha la funzione ascolta/pronuncia per qualsiasi lingua) oppure vai su Youtube e cerca i video (con le interviste o le presentazioni di solito vai sul sicuro) del personaggio del cui nome non conosci la pronuncia imitando chi pronuncia il suo nome nel video.

Sull’equilibrio che a volte è sinonimo di sincerità

Essere sinceri significa dire sempre la verità, essere persone equilibrate vuole dire dare il giusto peso alle cose. In radio queste cose come si misurano? Tramite le parole che tu, speaker radiofonico utilizzi. Stai per annunciare il disco di Renga, “L’ultimo disco di Francesco Renga è un capolavoro!”, sta per andare Giorgia “il nuovo singolo di Giorgia è eccezionale !”, “Una catastrofe al concerto di Madonna, una ragazza si è lasciata con il fidanzato proprio durante Like a Virgin!” – mmm – “Grazie per i tantissimi messaggi che ci avete inviato” – guardi la schermata e ne sono 5, di cui uno è della tua ex che ti saluta e ti dice che “al microfono hai una voce super sexy, quando ci vediamo?”
Forse hai già intuito cosa voglio dirti: per quanto Renga sia bravo e Giorgia anche, parlare di capolavoro e dire eccezionale ad ogni cosa passi in radio mi sembra azzardato, fa piuttosto perdere valore all’aggettivo o all’espressione, le stragi e le catastrofi lasciamole ai veri disastri e soprattutto una radio che ha ricevuto tantissimi messaggi non lo dice o non ha bisogno di dirlo.
Dai il giusto peso alle parole perché quando sarà il momento di parlare di eccezionale, e di capolavoro lo saprai. Non si prendono in giro gli ascoltatori, non si esagera. Non fare l’errore di dimenticare che stai parlando a qualcuno che ti sta ascoltando, che si emoziona, che ha uno spirito critico per ascoltare con le sue orecchie (certo, questione di gusti, ma ce l’ha) e non porti mai su un piano superiore rispetto ai tuoi ascoltatori. Sii rispettoso e vedrai che sarà un’esperienza meravigliosa. Eccezionale. Un capolavoro! (si scherza, dai, non siamo mica in radio).

Questo è secondo me tutto quello che ti serve per partire, per essere uno speaker radiofonico pronto per la diretta.

 

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