Come scegliere la voce giusta per il tuo video

Hai fatto un bellissimo video, droni e super droni, effetti speciali, animazione, stop motion, motion graphic, big emotion, motion motion, fuochi d’artificio.

Wow, lo guardi, e wow, cavolo, è proprio bello. Un discreto budget è stato investito e ne valeva la pena.

Hai scelto la musica e ariwow, senti come suona bene. Russell Crowe se lo vedesse ti chiamerebbe per poter comparire anche solo tre secondi in quel tuo video, anche solo di spalle.

Sei stato bravissimo, hai anche chiesto a un copywriter di scriverti un testo strappamutande: le parole giuste, sulle immagini giuste.

Parole che qualcuno avrà cura di interpretare su quella musica e su quelle immagini.

Qualcuno sì, ma qualcuno chi?

Prendi una decisione importante.

In un video la voce sbagliata è come l’infradito su un vestito da sera, come la salsa di pomodoro nella torta al cioccolato, come una gru davanti a un palazzo dell’Ottocento. Familiarizza con l’idea che ci sono professionisti che fanno questo mestiere, dicono cose al microfono e le dicono bene.

Quindi scarta la segretaria che avevi terrorizzato dicendo “lo farai tu”. Decidi di non rovinare tutto il lavoro con una voce a caso, non educata o sbagliata.

Ti serve uno speaker professionista, dove lo trovi?

Se è un professionista ha un sito internet e puoi contattarlo direttamente (sei bravo a trovare quello che cerchi su Google?). In alternativa ci sono portali che offrono voci, dove puoi organizzare casting o da cui puoi contattare gli speaker, come Bodalgo dove trovi anche speaker madrelingua stranieri.

Fatti le domande giuste

Cosa chiedi ad uno speaker prima di sceglierlo?

  • La disponibilità a registrare. Alcuni speaker hanno delle esclusive con clienti, settori o radio. Accertati che possa fare questo lavoro per te.
  • La qualità della registrazione. Molti speaker oggi hanno un home studio che dà la possibilità di avere una buona qualità audio senza dover ricorrere allo studio di registrazione esterno. Fatti mandare un demo per testare il suono.
  • Il costo. La voce ADAP nazionale costa di più dello speaker emergente. In base al tuo budget seleziona gli speaker nella fascia di prezzo che sei disposto a spendere.
  • La diffusione e i diritti di utilizzo. In base a dove e per quanto tempo girerà il tuo video si calcolano i diritti sulla voce (va sul web o in TV? Se su TV, nazionale o locale? Se nazionale, quanti giorni di programmazione sono e quanti passaggi ci saranno durante il giorno? C’è una variante per la radio? Anche qui, nazionale o locale? Se nazionale, quanti giorni di programmazione sono e quanti passaggi ci saranno durante il giorno?). Sii chiaro tu per primo e chiedi spiegazioni se non ti è chiaro qualcosa.
  • I tempi di consegna. Non chiamare uno speaker l’ultimo giorno prima di uscire con il video. Assicurati di avere il tempo per eventuali modifiche, post-produzione, sincronizzazione e montaggio.

A questo punto scegli la voce adatta al tuo progetto

Con che criteri scegliere? Una voce non vale l’altra. Ogni speaker professionista ha le sue peculiarità vocali, la sua esperienza, la sua flessibilità.

  • Voce maschile o femminile?

Mentre una voce femminile che parla di robotica e di impianti di condizionamento può funzionare, per un detergente intimo o per il nuovo mascara più volume una voce maschile ha meno appeal. Qualche anno fa su The Journal of Advertising è stato pubblicato uno studio che esaminava le reazioni all’utilizzo di voci maschili e femminili negli spot pubblicitari, scoprendo che per i prodotti neutri o di orientamento maschile il genere del narratore non influiva nella percezione del messaggio e nell’acquisto. Ma, per prodotti indirizzati alle donne soltanto, una voce femminile veniva percepita come molto più naturale, convincente e affidabile rispetto a quella di un uomo. La voce femminile suona meno aggressiva, più morbida e accogliente, il che rende chi ascolta più propenso a fidarsi.

Se invece il pubblico è composto da anziani ti consiglio di scegliere voci maschili con timbri bassi: in tarda età sono frequenti i casi di disturbi dell’udito e di presbiacusia che non permettono a chi ne soffre di decodificare le voci più acute.

  • Voce giovane o adulta?

Quanti anni ha la voce che cerchi? Non importa quanti anni abbia lo speaker, la sua voce viaggia su altri binari rispetto all’età anagrafica. Si può avere una voce matura a 20 anni e una giovane a 60.

La scelta dell’età della tua voce dipende dal target, dalla percezione del tuo brand e dal prodotto. Non è una regola ma in genere se il messaggio che vuoi trasmettere è di energia e freschezza usa una voce giovane (va bene per tutti i prodotti tecnologici, per ragazzi, alimentari, etc) se invece vuoi comunicare affidabilità e solidità (edilizia, automobili, artigianato, etc) usa una voce adulta.

Di solito le donne sono in grado di fare anche la voce “bambino” in assenza di bambini speaker a disposizione.

  • Voce istituzionale o recitata?

Ogni speaker è forte in qualcosa, ha la sua specialità: istituzionale, soft/naturale (morbida ed emozionale), energico/friendly, recitato.

Ci sono voci istituzionali bellissime che se usate per fare dei personaggi, quindi script che richiedono molta recitazione, senti che non sono giuste. Di solito viceversa è più facile: chi è molto bravo nelle caratterizzazioni facilmente sarà anche una buona voce istituzionale. Fatti mandare un demo che si avvicini allo stile del tuo video oppure chiedi di interpretare una o due frasi del tuo testo: ti servirà per capire l’atmosfera che quella voce può creare e se è quello che vuoi per il tuo progetto.

La bellezza della voce: cosa deve avere lo speaker

A parte il timbro, che differenzia una voce da un’altra e permette di dire in modo alquanto soggettivo “questa è una bella voce, questa è brutta”, la bellezza vocale si evince da diverse caratteristiche (ci possono essere eccezioni per progetti specifici che lo richiedono e caratterizzazioni) che lo speaker possiede:

Pronuncia: ha studiato dizione e non ha inflessioni, non ha difetti di pronuncia né patologie dell’apparato fonatorio (tipo la rinolalia, il suono nasale).

Articolazione: non trascura nessuna parola, dà importanza a tutte e le pronuncia nitidamente.

Dinamicità: non è monotono ma sa giocare con l’altezza e l’intensità della sua voce per dare colore alla narrazione.

Naturalezza: se la sua voce è troppo impostata, suona artificiale ed estranea e non è adatta per nessuno progetto. Lo fa per evitare cadenze, ma priva il voice-over di quella naturalezza che mette in relazione chi parla con chi ascolta facendo passare il messaggio. 

Tieni in considerazione questi parametri ma non tralasciare l’istinto. La voce è uno strumento musicale che deve suggerirti qualcosa oltre le parole che vengono pronunciate. Se non “senti” niente non è quella giusta.